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Il turismo enogastronomico rilancia l’Ho.Re.Ca. partendo dalla distribuzione 

Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2025 indica che la crescita del turismo internazionale viaggia sempre più sul binario del gusto. Viaggiatori provenienti da mercati strategici — Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Svizzera e Francia — scelgono l’Italia proprio per vivere esperienze legate a cibo, vino e territorio. È un trend che riguarda l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino al mondo dell’ospitalità.
Per il 70% dei turisti, per esempio, l’enogastronomia è la motivazione principale o comunque determinante nella scelta della destinazione. Dunque il turismo enogastronomico è un driver strutturale, capace di orientare le scelte d’acquisto dei visitatori e, di conseguenza, le priorità delle imprese dell’Ho.Re.Ca.

Perché questo riguarda da vicino la distribuzione?

Perché ogni esperienza gastronomica vissuta da un turista nasce da una catena che deve funzionare in modo impeccabile. Quando il viaggiatore cerca autenticità, qualità e prodotti tipici, chi lavora nella distribuzione ha il compito — e l’opportunità — di:

-garantire ai ristoratori una selezione coerente e attenta di prodotti di territorio;

-supportare l’offerta con una logistica flessibile e affidabile;

-contribuire alla valorizzazione delle eccellenze regionali;

-rispondere ai picchi di domanda in modo efficiente e sostenibile.

Il turismo enogastronomico porta valore solo se la filiera, nel suo insieme, è capace di intercettare e soddisfare questa domanda crescente. Qui entra in gioco la distribuzione, che diventa ponte tra produttori locali e operatori dell’ospitalità, assicurando continuità di servizio, qualità e territorialità.

Un’opportunità strategica per tutta la filiera Ho.Re.Ca.

L’aumento del turismo esperienziale rafforza il ruolo del “Made in Italy autentico”. I visitatori cercano racconti, sapori, differenze regionali, tradizioni: elementi che si esprimono a tavola, ma che dipendono anche da chi porta quella qualità nelle cucine e nelle dispense. Per questo noi di AGroDiPAB Agrodipab sottolineiamo la necessità di lavorare come filiera unita, in cui ciascun attore sia valorizzato e responsabilizzato.
Non è un caso che sempre più territori investano su prodotti tipici, itinerari del gusto, eventi culinari: la domanda è reale, consistente e in continua crescita e per trasformarla in sviluppo economico serve una distribuzione forte, preparata, capace di operare con visione.

Guardare al turismo come parte della nostra strategia

Il turismo è un motore che alimenta quotidianamente l’Ho.Re.Ca. e che chiede a tutti noi — distributori, produttori, ristoratori, albergatori — maggiore qualità, coerenza e capacità organizzativa.
Chi saprà coglierne le opportunità sarà protagonista dei prossimi anni.

Noi crediamo fortemente in questa visione: una filiera che valorizza il turismo è una filiera più forte, più riconosciuta e più competitiva.
Ed è proprio su questa consapevolezza che vogliamo costruire il futuro del nostro settore, insieme a te. Diventa socio anche tu, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato. 

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La Cucina italiana riconosciuta dall’UNESCO: un valore che rafforza anche la nostra filiera

Il recentissimo riconoscimento UNESCO alla Cucina italiana come patrimonio culturale immateriale segna una svolta di enorme significato per il nostro Paese. 

Con questo riconoscimento — risultato del dossier intitolato “la cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” — l’Italia afferma ufficialmente che il cibo non è solo nutrimento: è cultura, identità, memoria collettiva e motore economico.  

Per noi di AGroDiPAB, questo passaggio è una conferma del ruolo strategico che la distribuzione, la logistica e l’intermediazione del food & beverage hanno nel sistema Ho.Re.Ca., e al tempo stesso un trampolino di opportunità.

Ecco perché il riconoscimento UNESCO è utile — e importante — anche per la nostra Associazione:

Maggiore attrattività del “made in Italy”: la certificazione UNESCO trasforma la Cucina italiana in un marchio globale di qualità, autenticità e cultura. Questo rafforza la domanda — nazionale e internazionale — di prodotti autentici, territoriali e tipici; a beneficiare di questa domanda sarà tutta la filiera, dall’origine alla tavola.

Valorizzazione delle eccellenze territoriali: come distributori e grossisti, abbiamo la possibilità di mettere in luce produzioni locali, specialità regionali, filiere corte. Il riconoscimento sposta l’attenzione del mercato su qualità, tracciabilità, origine — elementi che diventano leva competitiva.

Forza negoziale e reputazionale per chi è parte di una filiera ufficialmente riconosciuta: essere anello di una filiera che fa parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dà maggior peso nelle decisioni, nelle collaborazioni, nelle trattative, nelle iniziative di promozione e valorizzazione.

Il riconoscimento rende evidente che cucina, produzione, distribuzione, ospitalità non possono più essere compartimenti isolati. Per rispondere alle aspettative di qualità e identità serve collaborazione, standard elevati, visione condivisa. Ed è su questo che AGroDiPAB può offrire supporto, rappresentanza, coordinamento.

In questo contesto vogliamo promuovere un impegno chiaro: fare in modo che il valore del riconoscimento UNESCO venga tradotto in opportunità concrete per tutti gli attori della distribuzione e dell’Ho.Re.Ca.. Questo è un nuovo punto di partenza. Perché la Cucina italiana non è solo patrimonio: è vita quotidiana, è cultura, è identità. Ed è un patrimonio che attraversa l’intera filiera Ho.Re.Ca.

Noi di AGroDiPAB ci candidiamo a essere protagonisti di questa nuova fase. Perché il valore del Made in Italy non va solo custodito: va portato ovunque, con orgoglio, qualità e concretezza.

Entra anche tu in AGroDiPAB, fai sentire la tua voce, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato. 

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DDL PMI alla Camera, attendiamo le valutazioni 

È iniziata la Seconda Lettura del Disegno di Legge Annuale per le PMI alla Camera.
Come AGroDiPAB abbiamo depositato la nostra Memoria in Commissione X, portando la voce degli operatori che ogni giorno fanno vivere la filiera Ho.Re.Ca..

Il nostro obiettivo? Rendere più semplice ed efficiente il lavoro delle Pmi del fuori casa, un settore composto da 727.000 imprese e 1,5 milioni di addetti. 

Ecco i quattro interventi a nostro parere necessari, che di seguito volentieri ricondividiamo, per un recap che siamo certi ti interessi:

-detassazione del lavoro notturno e festivo

-logistica più sicura e funzionale

-creare un tavolo nazionale di Filiera Ho.Re.Ca.

-fornire sostegno agli investimenti ESG

Se vuoi approfondire i quattro punti leggi le notizie che trattano diffusamente questo importante argomento: le trovi nella sezione Notizie di questo sito, sempre aggiornato meticolosamente.   
Ora attendiamo la valutazione della Commissione X su proposte che possono davvero migliorare il futuro della nostra filiera.
La forza è nella rete: entra in AGroDiPAB, diventa socio anche tu, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato. 

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Legge di Bilancio 2026 – le nostre richieste (I)

Agrodipab si sta muovendo per far sì che la legge di Bilancio 2026 incorpori alcune indicazioni specifiche per la filiera Ho.Re.Ca.. 

Iniziamo il viaggio alla scoperta delle diverse richieste da noi avanzate articolo per articolo.

Articolo 8

(Misure in favore dei dipendenti di strutture turistico-alberghiere)

L’articolo 8 prevede una misura in favore dei dipendenti del settore turistico, ricettivo e termale riconfermando il riconoscimento del trattamento integrativo speciale per prestazioni di lavoro straordinario effettuate nei giorni festivi o per lavoro notturno.

L’emendamento: Estensione del trattamento integrativo speciale alla filiera Ho.Re.Ca.

L’emendamento amplia la platea dei beneficiari del trattamento integrativo speciale, includendo tutti i lavoratori delle imprese che operano nella filiera Ho.Re.Ca., comprese quelle attive nella distribuzione di alimenti e bevande. L’obiettivo è assicurare una copertura più omogenea a un comparto strategico per l’economia nazionale e per la promozione del Made in Italy. La modifica consente di superare l’attuale frammentazione normativa che limita i benefici alla sola somministrazione e al turismo, riconoscendo l’interdipendenza tra produzione, distribuzione e somministrazione. In tal modo si garantisce un trattamento equo e coerente per tutti i lavoratori del settore, sostenendo la stabilità occupazionale e la ripresa economica delle imprese coinvolte.

Scegli di essere protagonista di questo progetto. Entra in AGroDiPAB, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato. 

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Cos’è, in concreto, un Tavolo di Filiera?

C’è un concetto semplice ma potente dietro l’idea di un Tavolo di Filiera che come AGroDiPAB  andiamo con forza proponendo dalla scorsa settimana e che tanto successo ha ottenuto agli Stati Generali: mettere tutti attorno allo stesso tavolo – istituzioni, imprese, associazioni e rappresentanze – per costruire insieme strategie di crescita. Non un luogo formale, ma uno spazio operativo dove la collaborazione diventa politica industriale e la visione si traduce in risultati concreti.

Il nostro settore Ho.Re.Ca. muove ogni giorno una parte importante dell’economia nazionale: distribuzione alimentare, produzione, logistica, formazione, turismo. Eppure, oggi chi lavora in questo mondo si trova a dialogare con tanti interlocutori diversi – dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy al MASAF, dal Ministero del Turismo a quello del Lavoro – senza un coordinamento centrale. 

È come se la filiera avesse molte voci ma nessun coro.

Ecco perché AGroDiPAB sostiene con forza la nascita di un Tavolo Unico della Filiera Ho.Re.Ca.: uno strumento di confronto permanente che consenta al comparto di parlare con una voce sola e di partecipare attivamente alla definizione delle politiche pubbliche che lo riguardano. Un punto d’incontro stabile in cui raccogliere i bisogni reali delle imprese, analizzarli e trasformarli in proposte operative e sostenibili.

Quali le attese?

Il Tavolo Unico da noi proposto avrà un ruolo fondamentale su più fronti: 

-promuovere la transizione verde e la sostenibilità ambientale, 

-incentivare l’uso di packaging innovativi e riciclabili, 

-accelerare la digitalizzazione dei processi gestionali e commerciali,

-rafforzare la formazione continua e favorire il ricambio generazionale,

-sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, 

-semplificare la burocrazia,

-coordinare le diverse politiche di settore in modo integrato.

La filiera Ho.Re.Ca. è chiamata a reinventarsi, prima ne prendiamo consapevolezza, prima siamo pronti ad agire: un Tavolo di Filiera è sia un’idea di rappresentanza che una necessità strategica. Dargli vita significa costruire un’identità comune, condividere obiettivi, mettere a sistema le energie di chi ogni giorno fa crescere il Paese attraverso il lavoro, la qualità e l’innovazione.

Solo unendo le forze e parlando con una voce unica possiamo rendere davvero forte la nostra filiera e continuare a valorizzare, in Italia e nel mondo, l’eccellenza del Made in Italy.

Scegli di essere protagonista anche tu del futuro della filiera Ho.Re.Ca. Entra in AGroDiPAB, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato. 

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Anche la vendita ha bisogno della sua università 

Stiamo costruendo un nuovo modo di intendere la professione commerciale, e lo facciamo come parte integrante della nostra mission, che ci vede impegnati sempre al fianco degli imprenditori. Con questo spirito abbiamo dato vita all’Università della Vendita, il primo ecosistema formativo interamente dedicato a chi opera nel mondo delle vendite e della distribuzione alimentare e beverage per il canale Horeca. L’iniziativa nasce per colmare un vuoto strutturale nella formazione del venditore, offrendo percorsi gratuiti, concreti e orientati al lavoro, pensati per restituire prestigio e competenze a una figura oggi più che mai centrale nella crescita delle imprese.

Non si tratta di un corso tradizionale, ma di una vera scuola di mestiere e di visione. Il venditore non è più un semplice esecutore di ordini: è un consulente di fiducia, un interprete del mercato, un professionista capace di creare valore per l’azienda e per il cliente. Nei nostri percorsi, che spaziano da 40 a 1000 ore, si impara a coniugare competenze relazionali e strumenti digitali, ad applicare l’intelligenza artificiale alla pianificazione commerciale, a leggere i dati e trasformarli in strategie di vendita sostenibili e durature.

L’obiettivo è formare una nuova generazione di venditori consapevoli, preparati e orgogliosi del proprio ruolo. Persone in grado di ascoltare, comprendere e agire con visione imprenditoriale, diventando ambasciatori del brand e motori del cambiamento nelle aziende in cui operano.

Particolare attenzione è rivolta al settore agroalimentare, cuore della nostra identità, attraverso il percorso ITS “Next Generation Sale Professional”, che forma tecnici della promozione e valorizzazione dei prodotti Made in Italy, pronti a muoversi sui mercati nazionali e internazionali con competenza, sensibilità culturale e padronanza degli strumenti digitali.

Come afferma il nostro Presidente, Giuseppe Maria Arditi, “oggi la vendita è un’arte che unisce tecnologia, relazioni e conoscenza. Con l’Università della Vendita vogliamo investire nel capitale umano, perché la competitività del nostro settore passa dalla qualità delle persone che ne fanno parte.”

Ti aspettiamo il 28 ottobre a Roma, in occasione degli Stati Generali della Filiera Horeca: presenteremo ufficialmente l’Università della Vendita e i suoi protagonisti e formatori. 

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Sprecare meno? Dipende anche da noi 

Nel 2024 lo spreco alimentare in Italia è aumentato drasticamente: secondo il Rapporto Internazionale Waste Watcher, la crescita rispetto al 2023 è del 45,6 %. Ogni settimana, ogni persona getta nella spazzatura in media 683,3 grammi di cibo (contro i 469,4 grammi della rilevazione dell’agosto 2023).  

Il valore complessivo dello spreco alimentare in Italia supera 13,15 miliardi di euro all’anno. Di questi, oltre 7,4 miliardi sono attribuibili allo spreco domestico, mentre circa 3,996 miliardi riguardano lo spreco nella distribuzione (compresa quella all’ingrosso). Lato consumatori, il costo dello spreco è stimato in circa 290 € annui per famiglia e 126 € pro capite ogni anno.  

In termini di composizione, i prodotti più soggetti allo spreco sono quelli ortofrutticoli: frutta fresca (27,1 g pro capite a settimana), verdure (24,6 g), pane fresco (24,1 g), insalate (22,3 g) e tuberi come cipolle e aglio (20 g). Geograficamente esistono differenze: il Sud e il Centro presentano livelli di spreco superiori alla media nazionale (+9 %), mentre il Nord risulta leggermente più virtuoso. Nel 2024, rispetto al 2023, lo spreco domestico è cresciuto da 524,1 grammi settimanali a 566,3 grammi pro capite. Inoltre, l’incremento percentuale annuo dell’8,05 % indica che la tendenza è accelerata.

Per quanto riguarda il nostro canale, si stima che quasi 4 miliardi di euro di valore alimentare vengano sprecati lungo il canale distributivo (inclusi magazzini, trasporto, invenduti). Questo dato mette in luce come l’attività dei grossisti e dei distributori abbia un ruolo cruciale nel contenere perdite: ottimizzare ordini, stoccaggio, movimentazione e consegne può ridurre sensibilmente lo spreco di valore.

Come si può porre rimedio a tutto ciò?

Per esempio adottando:

-modelli più precisi di previsione

-migliori standard logistici

-migliori processi di recupero

Questo è essenziale non solo per motivi economici, ma anche per la sostenibilità complessiva della filiera.

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