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UNESCO e cucina italiana: così si genererà nuova crescita per la filiera Ho.Re.Ca.

La proclamazione ufficiale della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO segna un passaggio storico per il nostro Paese. 

Specificamente: per noi operatori della filiera Ho.Re.Ca. questo riconoscimento non è soltanto motivo di orgoglio culturale: rappresenta una leva economica concreta, capace di attivare nuove opportunità per ristorazione, ospitalità, produzione e distribuzione.

Secondo le prime valutazioni riportate da Reuters, il riconoscimento UNESCO potrebbe contribuire a una crescita fino a 18 milioni di presenze turistiche aggiuntive nei prossimi anni. Si tratta di una stima preliminare basata sugli effetti osservati in altri Paesi che, dopo l’ingresso di un bene nella lista UNESCO, hanno registrato un aumento significativo dei flussi turistici internazionali. Un incremento di questa portata avrebbe ricadute dirette sulla domanda nei ristoranti, nei bar, negli alberghi e, di conseguenza, su tutta la catena di approvvigionamento.

Per noi della distribuzione questo scenario significa una cosa precisa: più turismo vuol dire più coperti, più consumi, più prodotti che devono arrivare puntualmente e con standard elevati. Il riconoscimento della cucina italiana premia un sistema complesso fatto di territori, tradizioni, tecniche e identità locali, che vive ogni giorno anche grazie al lavoro invisibile ma fondamentale della distribuzione.

Se cresce la domanda di esperienze autentiche, cresce anche la responsabilità della filiera: selezionare meglio, garantire freschezza, supportare la ristorazione nei picchi di lavoro, valorizzare i prodotti tipici, assicurare continuità. Il turismo che viene in Italia per la cucina cerca esattamente questo: qualità vera.

Il riconoscimento UNESCO, quindi, ci riguarda direttamente. Ci offre un’occasione per rafforzare il nostro ruolo, chiedere maggiore attenzione istituzionale, promuovere modelli di filiera coordinati e sostenibili. Ci permette anche di lavorare meglio sulla rappresentanza, perché un settore che diventa attrattore mondiale ha bisogno di una voce altrettanto forte.

Come AGroDiPAB crediamo che questo sia il momento di investire nella coesione della filiera. Il mondo guarda alla cucina italiana come patrimonio dell’umanità: spetta a noi dimostrare che dietro questo patrimonio c’è una rete di imprese solide, competenti, moderne e capaci di sostenere la crescita.

Il riconoscimento UNESCO è una conquista culturale, ma può diventare anche una conquista economica — se sappiamo coglierla insieme.

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La Cucina italiana riconosciuta dall’UNESCO: un valore che rafforza anche la nostra filiera

Il recentissimo riconoscimento UNESCO alla Cucina italiana come patrimonio culturale immateriale segna una svolta di enorme significato per il nostro Paese. 

Con questo riconoscimento — risultato del dossier intitolato “la cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” — l’Italia afferma ufficialmente che il cibo non è solo nutrimento: è cultura, identità, memoria collettiva e motore economico.  

Per noi di AGroDiPAB, questo passaggio è una conferma del ruolo strategico che la distribuzione, la logistica e l’intermediazione del food & beverage hanno nel sistema Ho.Re.Ca., e al tempo stesso un trampolino di opportunità.

Ecco perché il riconoscimento UNESCO è utile — e importante — anche per la nostra Associazione:

Maggiore attrattività del “made in Italy”: la certificazione UNESCO trasforma la Cucina italiana in un marchio globale di qualità, autenticità e cultura. Questo rafforza la domanda — nazionale e internazionale — di prodotti autentici, territoriali e tipici; a beneficiare di questa domanda sarà tutta la filiera, dall’origine alla tavola.

Valorizzazione delle eccellenze territoriali: come distributori e grossisti, abbiamo la possibilità di mettere in luce produzioni locali, specialità regionali, filiere corte. Il riconoscimento sposta l’attenzione del mercato su qualità, tracciabilità, origine — elementi che diventano leva competitiva.

Forza negoziale e reputazionale per chi è parte di una filiera ufficialmente riconosciuta: essere anello di una filiera che fa parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dà maggior peso nelle decisioni, nelle collaborazioni, nelle trattative, nelle iniziative di promozione e valorizzazione.

Il riconoscimento rende evidente che cucina, produzione, distribuzione, ospitalità non possono più essere compartimenti isolati. Per rispondere alle aspettative di qualità e identità serve collaborazione, standard elevati, visione condivisa. Ed è su questo che AGroDiPAB può offrire supporto, rappresentanza, coordinamento.

In questo contesto vogliamo promuovere un impegno chiaro: fare in modo che il valore del riconoscimento UNESCO venga tradotto in opportunità concrete per tutti gli attori della distribuzione e dell’Ho.Re.Ca.. Questo è un nuovo punto di partenza. Perché la Cucina italiana non è solo patrimonio: è vita quotidiana, è cultura, è identità. Ed è un patrimonio che attraversa l’intera filiera Ho.Re.Ca.

Noi di AGroDiPAB ci candidiamo a essere protagonisti di questa nuova fase. Perché il valore del Made in Italy non va solo custodito: va portato ovunque, con orgoglio, qualità e concretezza.

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