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Innovazione alimentare: la tecnologia, da sola, non basta

Quando si parla di innovazione nel settore alimentare, il dibattito tende a concentrarsi sulle tecnologie emergenti. Intelligenza artificiale, sensori intelligenti, blockchain, digital twin, robotica, sistemi di tracciabilità avanzata: ogni anno il mercato propone strumenti sempre più sofisticati, spesso presentati come soluzioni destinate a rivoluzionare la filiera.

All’interno dell’industria, però, si respira un’aria differente. 

Nel food, l’innovazione raramente coincide con l’introduzione di una nuova tecnologia, più spesso coincide con la capacità di integrarla in processi complessi, dove convivono esigenze produttive, sicurezza alimentare, sostenibilità economica, conformità normativa e continuità operativa.

Questo è il passaggio che distingue un progetto sperimentale da un’innovazione realmente capace di generare valore.

Negli ultimi anni la ricerca internazionale ha iniziato a spostare l’attenzione proprio su questo aspetto. Un numero crescente di studi evidenzia come il successo della trasformazione digitale dipenda meno dalla disponibilità delle tecnologie e molto di più dalla loro integrazione nei processi aziendali, nella cultura organizzativa e nella capacità delle imprese di adattare modelli produttivi già esistenti.

Il settore alimentare presenta caratteristiche che rendono questa sfida ancora più complessa rispetto ad altri comparti manifatturieri, dato che ogni innovazione deve confrontarsi con un sistema articolato di requisiti igienico-sanitari, procedure di autocontrollo, tracciabilità, certificazioni, controlli ufficiali e standard qualitativi. A differenza di altri settori industriali, non è sufficiente che una tecnologia funzioni: deve dimostrare di poter operare in modo affidabile, ripetibile e conforme lungo tutta la filiera.

La questione riguarda direttamente anche il mondo della distribuzione, ed è per questo che Carmen Cassese, nostro Consigliere per gli Affari Politici e le Relazioni Istituzionali, segue convegni e seminari proprio sul tema. 

Il valore degli investimenti IT, tecnologia data per assodata, dipende dalla capacità di far dialogare sistemi diversi, di integrare le informazioni provenienti da fornitori, magazzini, reti commerciali e clienti e di trasformare i dati raccolti in decisioni operative.

In altre parole, la vera innovazione consiste nel ripensare i processi affinché la tecnologia diventi parte integrante del loro funzionamento.

Anche il quadro europeo si sta muovendo: le politiche comunitarie dedicate all’innovazione agroalimentare attribuiscono crescente importanza all’integrazione tra ricerca, industria, sostenibilità e trasferimento tecnologico. L’obiettivo è favorire sistemi produttivi più resilienti, interoperabili e capaci di rispondere contemporaneamente alle esigenze del mercato, della sicurezza alimentare e della competitività internazionale.

Per AGroDiPAB Ho.Re.Ca. questa evoluzione apre una riflessione strategica.

Il distributore non rappresenta più soltanto il collegamento logistico tra industria e cliente finale. È sempre più spesso il punto di incontro tra informazioni, prodotti, servizi e competenze. La qualità dell’innovazione dipenderà quindi anche dalla capacità di condividere dati, coordinare processi e creare continuità tra tutti gli attori della filiera.

L’innovazione alimentare, in altre parole, è un processo collettivo che coinvolge produttori, distributori, operatori della ristorazione, istituzioni e ricerca.

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Chi porterà domani i prodotti sulle tavole di bar, hotel e ristoranti?

Ogni giorno migliaia di imprese della filiera Ho.Re.Ca. garantiscono una promessa semplice quanto fondamentale: consegnare il prodotto giusto, nel posto giusto e nel momento giusto. Questo meccanismo rodato poggia su una figura professionale destinata a diventare sempre più strategica: l’autista.

Attualmente la distribuzione agroalimentare si trova di fronte a un problema che non è logistico, ma anagrafico. Secondo il più recente rapporto dell’International Road Transport Union (IRU), in Italia il 45% degli autisti di mezzi pesanti ha più di 55 anni, mentre solo il 2,2% ha meno di 25 anni. È  uno dei divari generazionali più marcati a livello europeo.

Da qui a 10 anni?

Una parte consistente degli operatori oggi impiegati nella distribuzione raggiungerà l’età pensionabile, mentre il numero di giovani che sceglie questa professione continua a rimanere limitato. Qui si mina la stabilità dell’intera filiera.

Per un produttore, un importatore o un distributore Ho.Re.Ca., la puntualità delle consegne è uno dei principali fattori di competitività. Un bar che non riceve il latte prima dell’apertura, un ristorante che attende una materia prima fresca o un hotel che deve rifornire il buffet della colazione non possono non riceverlo… ecco perché a nostro parere la questione assume una dimensione manageriale.

Occorre rapidamente investire sul ricambio generazionale per dare continuità operativa all’impresa. Rendere più attrattiva la professione, migliorare l’organizzazione del lavoro, favorire la formazione continua e valorizzare le competenze degli autisti: stiamo parlando di decisioni strategiche che incidono direttamente sulla capacità dell’azienda di mantenere gli impegni assunti con i propri clienti.

La distribuzione agroalimentare italiana ha costruito negli anni un patrimonio fatto di puntualità, flessibilità e capacità di rispondere rapidamente alle esigenze dei clienti. Se vogliamo conservare questo patrimonio dobbiamo impegnarci a programmare in modo sempre più attento le nostre risorse.

Una questione di reputation 

Ogni consegna effettuata nei tempi previsti contribuisce a rafforzare il rapporto di fiducia tra fornitore e cliente. Prepararsi oggi significa garantire domani quella continuità di servizio che rappresenta uno dei principali punti di forza della filiera Ho.Re.Ca. italiana. Certo, la qualità di un prodotto comincia dalla sua origine, ma si completa soltanto quando arriva puntualmente nelle mani di chi ogni giorno lo trasforma in valore per il consumatore finale.

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Se l’insicurezza alimentare cresce, cambia anche la responsabilità della filiera

Insicurezza alimentare non è mancanza di cibo. 

Per lo meno non lo è più.

La sfida attuale, infatti, riguarda la possibilità, per un numero crescente di cittadini, di accedere con continuità ad alimenti sani, sicuri, nutrienti e di qualità.

Noi siamo parte integrante – in qualità di attori della filiera – di questa sfida.

Secondo il Rapporto Il Caso Italia 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International, l’indice nazionale di insicurezza alimentare ha raggiunto quota 14,36, in aumento rispetto all’anno precedente. Ancora più significativo è il dato riferito alla Generazione Z, dove il fenomeno registra un incremento del 50%, mentre nel Mezzogiorno la crescita raggiunge il 28%.

Il problema riguarda sempre più la qualità dell’accesso al cibo e la capacità delle famiglie di mantenere nel tempo un’alimentazione equilibrata, anche in presenza di tensioni economiche.

Per questo motivo il ruolo della filiera agroalimentare assume un valore strategico.

Ogni scelta compiuta lungo la catena produttiva contribuisce infatti a determinare disponibilità, qualità, sicurezza e accessibilità degli alimenti. La competitività del sistema si misura anche sulla possibilità di garantire continuità di approvvigionamento, stabilità dei prezzi e mantenimento degli standard qualitativi.

Il paradosso evidenziato dal rapporto è particolarmente interessante: mentre lo spreco alimentare domestico continua a diminuire, cresce contemporaneamente l’insicurezza alimentare. Significa che una parte della popolazione acquista con maggiore prudenza, ma incontra maggiori difficoltà nel costruire una dieta completa e stabile nel tempo.

La funzione sociale della filiera

Valorizzare le produzioni nazionali, ridurre le inefficienze logistiche, investire nell’innovazione, favorire la trasparenza dei mercati e sostenere modelli distributivi sono strumenti concreti per rafforzare la sicurezza alimentare del Paese.

Anche le politiche pubbliche sono chiamate a evolvere: oggi non è più sufficiente aumentare la disponibilità di alimenti, occorre creare le condizioni affinché il cibo di qualità rimanga realmente accessibile alle persone, senza comprimere la sostenibilità economica delle imprese agricole, dell’industria alimentare e della distribuzione.

L’insicurezza alimentare, quindi, non rappresenta meramente un indicatore sociale: è anche un indicatore della resilienza del sistema agroalimentare nazionale.

Da qui che può partire una nuova stagione di politiche capaci di coniugare competitività, sostenibilità e diritto a un’alimentazione di qualità, riconoscendo alla filiera italiana un ruolo sempre più centrale nella tutela del benessere collettivo. Noi di AGroDiPAB Ho.Re.Ca. intendiamo essere protagonisti primari, per questo richiediamo il tuo supporto.

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Il packaging e la lezione che arriva dall’Europa

Quanto vale una scatola?

La risposta più immediata sarebbe: poco, in fondo il valore sta nel prodotto che contiene. Nel vino, nel caffè, nella pasta, nelle conserve, nelle bevande. L’imballaggio sembra quasi un elemento secondario, qualcosa che accompagna la merce dal produttore al cliente.

Come mai allora l’Europa sta costruendo una normativa che parte da una convinzione opposta? Che, cioè, il packaging sia parte del prodotto stesso?

Questa filosofia sta dietro al nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), che entrerà in applicazione il 12 agosto 2026 e che coinvolgerà direttamente produttori, distributori, logistica e operatori del mondo Ho.Re.Ca.

Secondo la Commissione Europea, ogni cittadino dell’Unione genera oggi circa 178 chilogrammi di rifiuti da imballaggio all’anno. Senza interventi correttivi, questa quantità potrebbe crescere del 19% entro il 2030, mentre i rifiuti di plastica aumenterebbero del 46%.

Numeri che spiegano perché Bruxelles abbia deciso di intervenire in modo così deciso.

Un cambiamento epocale

Per molti anni la competitività si è misurata soprattutto attraverso il costo delle materie prime, l’efficienza della produzione e la forza commerciale. Oggi si aggiunge una nuova variabile: la capacità di utilizzare le risorse in modo intelligente lungo tutta la filiera.

L’imballaggio diventa così un indicatore di efficienza, influenza i costi logistici, determina la facilità di recupero dei materiali. Condiziona la conformità normativa. Contribuisce alla reputazione aziendale. È una trasformazione culturale prima ancora che tecnica.

Per anni il packaging è stato progettato per proteggere il prodotto, ora deve anche dimostrare di poter avere una seconda vita, deve essere riciclabile, deve ridurre gli sprechi. Deve dialogare con un sistema economico che punta sempre più alla circolarità.

Una rivoluzione che passa anche dai nostri magazzini

Quante delle attività quotidiane considerate normali oggi saranno ancora tali tra cinque anni?

Quanti processi logistici verranno ripensati?

Quante scelte di acquisto verranno influenzate dalla composizione degli imballaggi?

La storia dell’impresa è piena di innovazioni nate da elementi apparentemente marginali. Pensiamo al codice a barre, o al pallet, tecnologie o strumenti che inizialmente sembravano dettagli operativi e che hanno finito per rivoluzionare interi mercati.

Forse il packaging si trova oggi nella stessa posizione.

Noi non possiamo stare alla finestra a guardare, dobbiamo essere pronti a innovare le nostre aziende in maniera virtuosa, per l’ambiente e per il mercato.

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Annunciata la IV edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca.

Il prossimo 27 ottobre, nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è prevista la IV edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., promossi da AGroDiPAB Ho.Re.Ca., Associazione dei Grossisti della Distribuzione di Prodotti Alimentari e Bevande.

L’appuntamento giunge in una fase che può essere considerata una delle più significative nella storia recente della distribuzione Horeca italiana. Negli ultimi mesi il comparto ha infatti ottenuto risultati che fino a pochi anni fa apparivano difficilmente immaginabili. Dal riconoscimento normativo della figura dell’operatore della distribuzione di prodotti alimentari nel settore Ho.Re.Ca., introdotto dalla Legge annuale sulle PMI, all’avvio del Gruppo Filiera Ho.Re.Ca. presso il Tavolo Agroindustria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, stiamo come settore progressivamente conquistando uno spazio stabile nel dialogo con le istituzioni.

È un passaggio che modifica profondamente il ruolo della distribuzione di cui emerge, finalmente, con maggiore chiarezza la funzione economica, capace di mettere in relazione produzione, ristorazione, hotellerie, pubblici esercizi e territorio, contribuendo alla competitività dell’intera filiera agroalimentare italiana. 

È la missione che AGroDiPAB Ho.Re.Ca. porta avanti dalla sua costituzione nel 2021: rappresentare, tutelare e valorizzare un comparto strategico per lungo tempo privo di una rappresentanza istituzionale dedicata.

Trasformiamo il confronto in proposta

Durante la prossima edizione faremo il punto sui risultati ottenuti, analizzeremo con gli interlocutori le principali sfide economiche che attendono la filiera e individueremo le priorità da sottoporre alle istituzioni nazionali. Sul tavolo saranno presenti temi che riguardano direttamente la competitività delle imprese: logistica, sostenibilità economica della distribuzione, evoluzione normativa, innovazione, digitalizzazione, formazione, rapporti di filiera e valorizzazione del ruolo strategico dei distributori.

L’iniziativa vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, della distribuzione, della ristorazione, dell’hotellerie e dei servizi collegati, con l’obiettivo di favorire un dialogo che coinvolga tutti gli attori del sistema del fuori casa.

Gli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca. si inseriscono dunque in un percorso ormai consolidato di rappresentanza e costruzione di politiche di settore, che guarda oltre le esigenze del singolo imprenditore e punta a rafforzare il dialogo tra istituzioni e filiera, nella convinzione che una distribuzione più efficiente, moderna e riconosciuta significhi maggiore competitività per l’intero sistema agroalimentare italiano.

L’appuntamento è fissato per martedì 27 ottobre 2026, dalle ore 10.00 alle ore 14.00, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in Via Santa Maria in Via 37A, Roma.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa all’indirizzo segreteria@agrodipab.com.

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Passaggio generazionale: parliamone per evitare il buco nero

Per decenni il passaggio generazionale è stato considerato un momento quasi naturale nella vita delle imprese familiari italiane. Un percorso scandito dal tempo, in cui esperienza e responsabilità passavano gradualmente da una generazione all’altra, garantendo continuità all’attività aziendale.

Oggi quel modello si confronta con uno scenario molto più complesso: secondo le stime*, entro il 2034 quasi una impresa familiare italiana su due sarà coinvolta in un processo di successione. Si tratta di una trasformazione che interesserà migliaia di aziende appartenenti ai più diversi settori economici, compresa la distribuzione food & beverage (ricordiamo che il nostro comparto continua a essere caratterizzato da una forte presenza di imprese a conduzione familiare).

Molte delle imprese che oggi affrontano il tema della successione sono nate tra gli anni Settanta e Novanta, in un mercato profondamente diverso da quello attuale: la crescita era sostenuta da relazioni commerciali costruite nel tempo, da una concorrenza meno intensa e da dinamiche territoriali relativamente stabili.

Nel frattempo il settore della distribuzione ha attraversato una profonda evoluzione ed è irriconoscibile: la digitalizzazione dei processi, l’aumento della pressione competitiva, la crescente attenzione all’efficienza logistica e l’emergere di nuovi strumenti di analisi stanno modificando il modo stesso di fare impresa.

Il passaggio generazionale deve accompagnare una fase di trasformazione in cui esperienze maturate in decenni di attività devono confrontarsi con competenze e approcci nuovi e uno degli aspetti più delicati riguarderà il trasferimento del patrimonio immateriale dell’impresa. Accanto agli asset tangibili, infatti, esiste un insieme di conoscenze costruite nel tempo che comprende relazioni con clienti e fornitori, capacità di interpretare il mercato, conoscenza del territorio e cultura aziendale. Questi elementi raramente compaiono nei bilanci, ma spesso rappresentano una parte essenziale del valore dell’impresa, ancor più nel nostro mondo: parliamo infatti di fattori competitivi che si sono consolidati nel corso degli anni attraverso il lavoro quotidiano di imprenditori e collaboratori, intangibili quanti preziosi. 

La sfida dei prossimi anni sarà quindi, anche per AGroDiPAB Ho.Re.Ca., quella di preservare questo patrimonio in un contesto che richiede al tempo stesso innovazione e capacità di adattamento.

Non a caso il dibattito sul passaggio generazionale sta progressivamente uscendo dalla sfera privata delle famiglie imprenditoriali per diventare un tema economico di interesse generale. Dalla sua gestione dipenderà infatti una parte significativa della continuità produttiva del Paese, della tenuta occupazionale di molti territori e della capacità competitiva di interi settori.

Trasformazione, mercato, innovazione: a questo siamo chiamati.

Ne riparleremo certamente.

Diventa anche tu protagonista del cambiamento, sostieni l’associazione aderendo, scrivi a segreteria@agrodipab.com

* XVII Osservatorio AUB sulle Aziende Familiari Italiane, realizzato da AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), UniCredit e Università Bocconi.

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La geografia variabile dei consumi estivi

Secondo l’Ufficio Studi Confcommercio (dati di questi giorni), il 38,5% degli italiani ha già prenotato le vacanze estive. È il valore più alto registrato dal 2020.

La buona notizia rasserena certamente gli operatori del turismo e contestualmente racconta qualcosa di molto più interessante: una parte consistente della domanda estiva ha già deciso dove sarà, quando consumerà e in quali territori concentrerà la propria spesa.

I flussi di consumo stanno iniziando a prendere forma prima del solito.

Un secondo dato merita altrettanta attenzione: il 30,9% degli italiani dichiara che non andrà in vacanza, mentre il 30,6% non ha ancora programmato nulla.

Tradotto in termini economici, significa che oltre il 60% della popolazione non ha ancora generato una domanda completamente prevedibile: qui la partita è ancora tutta da giocare.

Molti operatori tendono a leggere il turismo come una variabile esterna: arriveranno più persone, aumenteranno i consumi e il mercato farà il resto, ma la realtà è più complessa. 

Le località turistiche consolidate probabilmente beneficeranno di una domanda già prenotata e relativamente stabile; al contrario, numerosi territori dovranno intercettare quella vasta fascia di consumatori che sta ancora decidendo come trascorrere l’estate oppure che rimarrà vicino a casa.

Una parte rilevante della spesa estiva -appare evidente- si giocherà nei consumi di prossimità, nei weekend brevi, nelle escursioni giornaliere, nelle serate fuori e nelle occasioni di consumo distribuite sul territorio. 

I nostri clienti di riferimento saranno pronti ad accoglierli? 

I prossimi mesi rappresentano un’occasione concreta per rafforzare il ruolo consulenziale degli imprenditori della distribuzione Ho.Re.Ca. nei confronti di bar, ristoranti, pizzerie e locali.

Chi gestisce un’attività rivolta al consumatore dovrà affrontare una stagione caratterizzata da una domanda frammentata, meno prevedibile e molto sensibile all’esperienza offerta.

Il distributore può fare la differenza aiutando il cliente a prepararsi:

-ragionare sugli assortimenti stagionali prima dei concorrenti.

-suggerire prodotti ad alta rotazione che migliorano il margine durante i picchi di affluenza.

-supportare il locale nella costruzione di offerte pensate per consumi veloci, aperitivi, momenti informali e occasioni di socialità che tradizionalmente aumentano durante il periodo estivo.

-aiutare il cliente a leggere il mercato.

Se vuoi contribuire a rafforzare il nostro ruolo di imprenditori in questo delicato contesto di mercato, iscriviti all’Associazione scrivendo a segreteria@agrodipab.com

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Partecipa alla diretta 

Domani, venerdì 29 maggio alle ore 15:00, si terrà una speciale diretta streaming trasmessa sui canali social ufficialidella nostra associazione.

 L’incontro digital si focalizzerà in modo specifico sulle scadenze dell’AI Act e sulle opportunità legate all’Iperammortamento.

Per partecipare e seguire il collegamento live, è possibile collegarsi direttamente a Linkedin e Facebook.

Il dibattito ospiterà un panel di professionisti che guideranno l’approfondimento tecnico e strategico:

-Ing. Mauro Maiocchi 

-Ing. Gianluca Cavallaro 

-Carmela Cassese 

-Giuseppe Arditi 

I relatori analizzeranno due argomenti principali con l’obiettivo di proteggere le attività economiche e migliorare la resa degli investimenti:

AI Act 2026 e i rischi sanzionatori

Il nuovo assetto normativo sull’intelligenza artificiale prevede sanzioni che possono raggiungere il 3% del fatturato aziendale. La scadenza di agosto 2026 richiede una verifica tempestiva della conformità aziendale, tema che verrà sviscerato durante il live.

Iperammortamento e gestione dei beni tecnologici

Su un investimento tipo di 100.000€ in beni tecnologici, la mancanza di una strategia corretta può comportare una spesa fiscale superflua compresa tra i 20.000€ e i 25.000€. La diretta presenterà le soluzioni legali per evitare tale dispersione di liquidità.

L’evoluzione rapida delle normative e delle tutele fiscali rende indispensabile un aggiornamento costante per il settore della distribuzione. AGroDiPAB Ho.Re.Ca. ha promosso questo appuntamento per offrire risposte pratiche e favorire una pianificazione sicura.

Invitiamo tutti gli imprenditori a seguire le pagine social dell’associazione per ricevere la notifica di inizio trasmissione e partecipare a questa sessione informativa di fondamentale importanza per lo sviluppo aziendale.

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La legalità pilastro di una impresa di valore

La Giornata della Legalità che si celebra domani nasce per ricordare un passaggio preciso della storia italiana, l’attentato di Capaci del 1992, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. Da quel momento, la legalità ha assunto un valore ancora più concreto, quello di ma una responsabilità diffusa e condivisa che riguarda anche il modo in cui si fa impresa.

Il tema riguarda ciascuno di noi da vicino. 

Il nostro lavoro si colloca infatti all’interno di una filiera articolata, dove trasparenza, correttezza e tracciabilità rappresentano elementi essenziali. La legalità non coincide con il semplice rispetto delle norme, ma diventa un fattore competitivo, una leva che incide sulla fiducia e sulla stabilità delle relazioni commerciali.

Negli ultimi anni, uno degli strumenti più rilevanti che ha positivamente spinto in questa direzione è stato il Rating di Legalità. Si tratta di un riconoscimento rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alle imprese che dimostrano di operare secondo standard elevati di correttezza e trasparenza. Il sistema, come saprai, si basa su un punteggio, espresso in “stellette”, che tiene conto di diversi parametri: rispetto delle normative, assenza di condanne rilevanti, adozione di modelli organizzativi, tracciabilità dei pagamenti, politiche di responsabilità sociale.

Ottenere il Rating di Legalità vuol dire strutturare l’azienda in modo ancora più solido: ben oltre l’adempimento formale, si tratta di un percorso che richiede coerenza interna, controllo dei processi e chiarezza nei rapporti con fornitori e clienti. È un investimento organizzativo che rafforza la tua impresa nel medio-lungo periodo.

Il valore di questo riconoscimento emerge soprattutto nella relazione con il mercato. I clienti — ristoratori, operatori del fuori casa — si trovano a loro volta a operare in un contesto complesso, dove l’affidabilità dei partner incide direttamente sulla qualità del servizio e sulla gestione del rischio. Sapere di lavorare con un distributore che possiede un Rating di Legalità rappresenta una garanzia: significa scegliere un interlocutore verificato, strutturato, in grado di offrire continuità.

Anche agli occhi degli stakeholder il peso di questo strumento cresce in modo significativo. Istituti di credito, enti pubblici, partner industriali e assicurativi attribuiscono al Rating di Legalità un valore concreto. In alcuni casi incide sull’accesso al credito o su condizioni più favorevoli; in altri diventa un elemento distintivo nei processi di selezione e nelle collaborazioni. In tutti i casi, contribuisce a rafforzare la reputazione aziendale.

All’interno del nostro settore la legalità possiede una funzione strategica: entra nella definizione dell’offerta, nella gestione delle forniture, nella credibilità che trasmetti ogni giorno.

La Giornata della Legalità offre l’occasione per rileggere il proprio modello di impresa in questa chiave, come consapevole e seria scelta di posizionamento. 

Come AGroDiPAB Ho.Re.Ca. sposiamo questo approccio e siamo certi che possa generare benefici e serietà diffusa nei rapporti che ogni giorno costruiamo.

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TuttoFood e il racconto delle opportunità concrete per la distribuzione 

All’indomani di TuttoFood 2026, ciò che emerge con chiarezza è la direzione che il mercato sta prendendo. Una direzione che riguarda direttamente anche noi imprenditori impegnati nella distribuzione Ho.Re.Ca.

I numeri dell’evento fieristico milanese, di grandissimo successo, raccontano una crescita netta e strutturata. Oltre 5.000 brand presenti, con un incremento del 20% rispetto all’edizione precedente, e una componente internazionale che ha raggiunto circa il 30%. Questo dato da solo indica un mercato sempre più aperto, competitivo e orientato all’export,ma anche un contesto in cui la varietà dell’offerta diventa un fattore centrale.

Ancora più significativo il dato sui buyer: +33%, con 4.000 top buyer provenienti da tutto il mondo. Europa in prima linea, ma con una presenza rilevante anche da Nord America, Far East e mercati emergenti. Ormai è acclarato che il sistema agroalimentare si muove su scala globale e le opportunità si moltiplicano per chi sa intercettarle. Anche noi siamo compresi, dato che questo scenario amplia le possibilità di costruire assortimenti più evoluti e competitivi.

La crescita della superficie espositiva, arrivata a 85.000 metri quadrati (+15%), e la presenza di 10 padiglioni tematici hanno testimoniato un settore che si articola sempre di più per categorie, specializzazioni e momenti di consumo. Dal dairy al meat, dal grocery fino alla mixology, passando per il fresco, il frozen e il bakery: ogni area rappresentava un segmento che nel fuori casa trova applicazione concreta. Particolarmente rilevante era l’area dedicata alla Mixology Experience, dove il mondo delle bevande — acque, soft drink e alcolici — è stato presentato con un approccio evoluto, orientato al beverage pairing. Un segnale chiaro: il consumo fuori casa si trasforma, si raffina, richiede competenze e prodotti capaci di rispondere a nuove logiche di proposta.

Gli oltre 100.000 visitatori, provenienti dall’Italia e dall’estero, hanno confermato una partecipazione ampia e qualificata. A questo si aggiungano oltre 1.200 giornalisti e 250 convegni ufficiali, che hanno trasformato la fiera in un vero hub di contenuti, confronto e visione. Le sei Awards Ceremony, tra cui l’introduzione del Great Taste in Italy e del Fresh & Produce Retail Award, hanno stressato l’attenzione crescente alla qualità, alla selezione e alla gestione delle categorie, soprattutto nel fresco.

Ci troviamo di fronte a un chiaro indicatore dello stato di salute del comparto e delle sue prospettive. Questo mercato che anche noi alimentiamo è dinamico, investe, innova e richiede intermediari capaci di tradurre questa complessità in valore per il cliente finale.

Il ristoratore propone a un’offerta più ampia e articolata. Ha bisogno di orientamento, selezione, affidabilità: qui si esplica pienamente il nostro ruolo.

La nostra capacità di leggere queste evoluzioni, di costruire assortimenti coerenti, di garantire continuità e servizio diventa determinante.

Da TuttoFood il ruolo della distribuzione esce rafforzato: non più semplice passaggio di merce, ma – cosa che per noi era già assodata – snodo strategico tra produzione e consumo.

Il ruolo di AGroDiPAB Ho.Re.Ca. è centrale e cresce di pari passo con le nuove istanze raccontate in fiera: diventa protagonista anche tu del cambiamento, associati. Scrivi a segreteria@agrodipab.com

(Nell’immagine, a Tuttofood il Presidente Giuseppe Arditi con Matteo Zoppas, Presidente di ITA-ICE Italian Trade Commission). 

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