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tavolo unico di filiera horeca

Cabina di Regia sui controlli agroalimentari: i numeri che ci interessano 

La Cabina di Regia sui controlli agroalimentari è l’organismo istituito presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) per coordinare l’attività di tutti gli enti che svolgono controlli lungo la filiera agroalimentare.

La sua funzione è semplice ma strategica: evitare che ogni amministrazione operi in modo isolato e costruire un sistema nel quale informazioni, banche dati e attività ispettive vengano condivise.

Ne fanno parte, tra gli altri, ICQRF, Carabinieri (CUFAA e NAS), Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, AGEA (Agecontrol) e Polizia di Stato.

Con la Legge sulla Tutela Agroalimentare, approvata il 15 aprile 2026, la Cabina di Regia è diventata una struttura permanente, con il compito di pianificare i controlli sulla base dell’analisi del rischio, migliorare la tracciabilità dei prodotti agroalimentari, rafforzare il contrasto alle frodi e ridurre le duplicazioni ispettive a carico delle imprese.

Come dichiarato dal Ministro Francesco Lollobrigida, l’obiettivo è concentrare le risorse sui fenomeni realmente critici, evitando che gli imprenditori che operano correttamente siano sottoposti a verifiche ripetitive da parte di amministrazioni diverse.

Perché è un cambiamento importante anche per la distribuzione Ho.Re.Ca.?

I dati diffusi dal MASAF mostrano che tra il 2021 e il 2025 i controlli sono aumentati del 25,7%, passando da 251.659 a 315.308. Parallelamente, i controlli congiunti – quelli realizzati da almeno due enti contemporaneamente – sono cresciuti del 93%, passando da 1.127 nel 2023 a 2.174 nel 2025. 

In altre parole, tre vantaggi per noi:

Il primo è la riduzione delle sovrapposizioni. Attraverso il RUCI (Registro Unico dei Controlli Ispettivi) gli enti verificano le attività già svolte, evitando che la stessa impresa venga controllata ripetutamente per gli stessi aspetti. Nel 2025 sono stati registrati oltre 30.000 controlli nel sistema, mentre gli accessi al Registro hanno superato quota 60.000, segno di un utilizzo ormai consolidato.

Il secondo riguarda una maggiore tutela della concorrenza leale. L’analisi preventiva dei dati rende più efficace l’individuazione delle situazioni a rischio. Non a caso, nel 2025 il CUFAA ha rilevato irregolarità in oltre il 50% delle attività controllate, contro circa un terzo nel 2021. L’aumento non indica una crescita delle frodi, ma una migliore capacità di indirizzare i controlli verso gli operatori più esposti.

Il terzo vantaggio interessa direttamente tutta la filiera Ho.Re.Ca.: il Piano Operativo dei Controlli 2026 rafforza le verifiche sui prodotti importati attraverso controlli mirati nei porti e nei valichi di confine, con particolare attenzione alla tracciabilità, alla sicurezza alimentare, ai residui di pesticidi, al benessere animale e al rispetto del principio di reciprocità negli scambi internazionali.

Tutti noi imprenditori della distribuzione, unitamente ai clienti, possiamo finalmente contare su un sistema di vigilanza orientato non solo a reprimere le frodi, ma anche a rafforzare la qualità e l’affidabilità dell’intera filiera.

Fonte: Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), Prima riunione della Cabina di Regia sui prodotti agroalimentari e presentazione del Piano Operativo dei Controlli 2026.

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Il messaggio chiaro dal comparto pizza

Il settore della pizza in Italia sta vivendo una trasformazione radicale: con oltre 50.000 attività e un giro d’affari che sfiora i 15 miliardi di euro, il 2026 si conferma un anno cruciale per comprendere come il prodotto-pizza non sia un bene di consumo di massa e un pilastro dell’esperienza culinaria che richiede competenze, marketing e innovazione.

Basi, rossi, farciture, certamente rappresentano l’inizio del legame con il cliente ristoratore, ma anche la pizzeria e il ristorante oggi si interpretano come realtà imprenditoriali, con esigenze più raffinate. 

Al mondo della distribuzione viene dunque chiesta una conoscenza approfondita dei principali trend.

Il primato della qualità degli ingredienti

Il consumatore moderno non è guidato dal prezzo, che incide solo per il 12,5% nelle decisioni d’acquisto, bensì dalla qualità delle materie prime, fattore determinante nel 55,6% dei casi. Il pizzaiolo oggi ricerca prodotti eccellenti che permettano di giustificare posizionamenti di prezzo superiori, rendendo necessaria una selezione di forniture che puntino alla premiumizzazione.

La centralità di leggerezza e digeribilità

La richiesta di benessere è diventata un pilastro del consumo, con il 23,6% dei clienti che sceglie la pizzeria in base alla leggerezza e alla digeribilità del prodotto. Questo trend spinge verso l’adozione di impasti innovativi, farine tecniche e lievitazioni studiate, rendendo obsoleta un’offerta basata esclusivamente su farine standard e processi rapidi.

L’efficienza operativa come risposta ai costi e al personale

Le pizzerie affrontano criticità severe legate ai costi energetici, citati dal 61,1% degli operatori, e al reperimento di personale qualificato, definito “molto difficile” dal 75% dei titolari. Il distributore che vuole essere competitivo deve proporre soluzioni in grado di ottimizzare i tempi di preparazione, ridurre gli sprechi e migliorare la gestione energetica, supportando il pizzaiolo nella lotta contro l’aumento dei costi fissi.

La pizza si è trasformata in un racconto di territorio e creatività, dove la capacità di rinnovare il menu in base alla stagionalità — dai topping fino alla carta delle birre — è diventata un asset distintivo. I pizzaioli hanno bisogno di cataloghi dinamici che consentano loro di differenziarsi dalla concorrenza, superando la staticità delle proposte tradizionali per intercettare segmenti di clientela sempre più esigenti e attenti alla varietà.

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Il magazzino detronizzato da un nuovo protagonista 

Quando un ristorante riceve una consegna in ritardo, il problema sembra riguardare il distributore.

Quando un hotel deve modificare il menu perché una referenza non è arrivata nei tempi previsti, la responsabilità ricade apparentemente sulla logistica.

Quando un bar aspetta un prodotto indispensabile per affrontare il fine settimana, il cliente vede un solo interlocutore: il proprio fornitore.

E se l’origine del problema fosse altrove, per esempio nella qualità delle infrastrutture?

Esiste una variabile, nel nostro modo di concepire il business, che continua a rimanere sullo sfondo: la capacità di un Paese di far muovere merci in modo efficiente.

È un aspetto che riguarda da vicino la distribuzione Ho.Re.Ca., perché poche filiere dipendono dalla puntualità delle consegne quanto quella alimentare. Bar, ristoranti e hotel lavorano con tempi sempre più ridotti, ordini frequenti e magazzini essenziali. Ogni rallentamento della rete logistica si trasforma rapidamente in un problema operativo per migliaia di imprese.

Una recente ricerca di McKinsey & Company aiuta a comprendere la dimensione del fenomeno: negli ultimi 25 anni la domanda di mobilità in Europa è cresciuta molto più rapidamente rispetto allo sviluppo delle infrastrutture. In altre parole, persone e merci si muovono sempre di più su una rete che non si è evoluta con la stessa velocità.

È uno squilibrio destinato ad accentuarsi.

Secondo McKinsey, tra il 2026 e il 2040 saranno necessari circa 10.000 miliardi di euro di investimenti per adeguare il sistema infrastrutturale europeo. Una cifra che deriva da tre fenomeni destinati a procedere contemporaneamente: l’invecchiamento delle infrastrutture esistenti, la transizione energetica e la progressiva digitalizzazione delle reti di trasporto.

Un sistema più intelligente per tutti 

Le infrastrutture del futuro dovranno essere in grado di dialogare con i mezzi di trasporto, con i sistemi di gestione delle flotte, con i magazzini automatizzati e con le piattaforme digitali che organizzano i flussi delle merci.

È un cambiamento che modifica profondamente anche il ruolo della distribuzione, dove per anni l’efficienza è stata misurata quasi esclusivamente all’interno dell’azienda: organizzazione del magazzino, produttività delle flotte, capacità commerciale. Oggi una parte crescente della competitività dipende da fattori esterni, non controllabili. 

La distribuzione alimentare non può permettersi interruzioni prolungate, ritardi sistematici o inefficienze diffuse. La puntualità della consegna è una componente essenziale del funzionamento della ristorazione italiana.

Per questo motivo parlare oggi di infrastrutture significa parlare di politica industriale.

Significa interrogarsi sulla capacità dell’Europa e dell’Italia di accompagnare la crescita di una filiera che ogni giorno garantisce l’approvvigionamento di centinaia di migliaia di pubblici esercizi.

Possiamo avere il magazzino migliore del mondo, ma la garanzia del successo del nostro lavoro non è solo nelle nostre mani… 

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Incarico istituzionale per la nostra Associazione

Con immenso orgoglio comunichiamo che nei giorni scorsi AGroDiPAB HO.RE.CA. ha assunto ufficialmente il coordinamento diretto del nuovo tavolo “Filiera HoReCa” presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Non siamo stati semplicemente invitati ad ascoltare: siamo noi a guidare il confronto.
𝐋𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐢 “𝐈𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐈𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞” 𝐞 “𝐃𝐃𝐓 𝐄𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐨𝐧𝐢𝐜𝐨” 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐚𝐠𝐦𝐚𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞.
Lavoreremo su tre priorità operative immediate:
𝐑𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐔𝐦𝐚𝐧𝐞: competenze e nuove regole per gestire il lavoro in modo sostenibile.
𝐄𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐋𝐨𝐠𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚: protezione e ottimizzazione dell’ultimo miglio.
𝐒𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐅𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞: strumenti concreti per la tutela del credito delle PMI.
Questa è una svolta storica che legittima il valore strategico di chi distribuisce e valorizza l’eccellenza del Made in Italy.
Diventa socio AGroDiPAB HO.RE.CA. e partecipa al cambiamento!, scrivi a segreteria@agrodipab.com

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Annunciata la IV edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca.

Il prossimo 27 ottobre, nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è prevista la IV edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., promossi da AGroDiPAB Ho.Re.Ca., Associazione dei Grossisti della Distribuzione di Prodotti Alimentari e Bevande.

L’appuntamento giunge in una fase che può essere considerata una delle più significative nella storia recente della distribuzione Horeca italiana. Negli ultimi mesi il comparto ha infatti ottenuto risultati che fino a pochi anni fa apparivano difficilmente immaginabili. Dal riconoscimento normativo della figura dell’operatore della distribuzione di prodotti alimentari nel settore Ho.Re.Ca., introdotto dalla Legge annuale sulle PMI, all’avvio del Gruppo Filiera Ho.Re.Ca. presso il Tavolo Agroindustria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, stiamo come settore progressivamente conquistando uno spazio stabile nel dialogo con le istituzioni.

È un passaggio che modifica profondamente il ruolo della distribuzione di cui emerge, finalmente, con maggiore chiarezza la funzione economica, capace di mettere in relazione produzione, ristorazione, hotellerie, pubblici esercizi e territorio, contribuendo alla competitività dell’intera filiera agroalimentare italiana. 

È la missione che AGroDiPAB Ho.Re.Ca. porta avanti dalla sua costituzione nel 2021: rappresentare, tutelare e valorizzare un comparto strategico per lungo tempo privo di una rappresentanza istituzionale dedicata.

Trasformiamo il confronto in proposta

Durante la prossima edizione faremo il punto sui risultati ottenuti, analizzeremo con gli interlocutori le principali sfide economiche che attendono la filiera e individueremo le priorità da sottoporre alle istituzioni nazionali. Sul tavolo saranno presenti temi che riguardano direttamente la competitività delle imprese: logistica, sostenibilità economica della distribuzione, evoluzione normativa, innovazione, digitalizzazione, formazione, rapporti di filiera e valorizzazione del ruolo strategico dei distributori.

L’iniziativa vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo, della distribuzione, della ristorazione, dell’hotellerie e dei servizi collegati, con l’obiettivo di favorire un dialogo che coinvolga tutti gli attori del sistema del fuori casa.

Gli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca. si inseriscono dunque in un percorso ormai consolidato di rappresentanza e costruzione di politiche di settore, che guarda oltre le esigenze del singolo imprenditore e punta a rafforzare il dialogo tra istituzioni e filiera, nella convinzione che una distribuzione più efficiente, moderna e riconosciuta significhi maggiore competitività per l’intero sistema agroalimentare italiano.

L’appuntamento è fissato per martedì 27 ottobre 2026, dalle ore 10.00 alle ore 14.00, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in Via Santa Maria in Via 37A, Roma.

Per informazioni è possibile contattare la segreteria organizzativa all’indirizzo segreteria@agrodipab.com.

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Nuovi scenari per il vino italiano, nuove prospettive per la filiera

Secondo un’analisi dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini (UIV), nei dodici mesi compresi tra aprile 2025 e marzo 2026 il vino italiano ha perso oltre 340 milioni di euro di export verso gli Stati Uniti. Il calo è stato del 17% a valore e del 9% a volume, portando le spedizioni ai livelli più bassi degli ultimi dieci anni. Nello stesso periodo il valore delle esportazioni verso il mercato americano è sceso da 1,99 miliardi a 1,65 miliardi di euro. Le aziende hanno inoltre ridotto mediamente i listini del 9% per assorbire parte dell’impatto dei dazi e contenere gli aumenti per il consumatore finale (Fonte: Osservatorio UIV su dati Istat, maggio 2026).

Si potrebbe considerare questa vicenda come un problema esclusivamente legato al vino. In realtà il tema riguarda l’intera filiera agroalimentare e, in particolare, il mondo Ho.Re.Ca.

Gli Stati Uniti rappresentavano prima dell’introduzione dei dazi circa il 24% dell’export vinicolo italiano, con un controvalore vicino ai 2 miliardi di euro annui; quando un mercato di queste dimensioni rallenta, gli effetti si propagano inevitabilmente lungo tutta la catena del valore.

Il primo effetto

Per molti anni il settore del vino ha trovato negli Stati Uniti uno sbocco naturale e redditizio. I risultati ottenuti hanno consolidato una convinzione diffusa: alcuni mercati sembravano acquisiti, quasi permanenti. Così non è non sarà nel futuro.

Il secondo effetto, che diventa per noi un beneficio 

Quando un produttore perde quote di mercato all’estero, cerca inevitabilmente nuove opportunità. Alcune aziende guardano ad altri Paesi; altre intensificano la presenza sul mercato interno. Questo significa che il canale Ho.Re.Ca. italiano può diventare un terreno ancora più competitivo, con una maggiore disponibilità di referenze, nuove politiche commerciali e una crescente pressione sulle marginalità. Con il distributore come sempre al centro. 

Per una riflessione complessiva

Negli ultimi anni si è parlato molto di inflazione, costo dell’energia e difficoltà di reperimento del personale. Meno attenzione è stata dedicata a un’altra questione: la volatilità dei mercati internazionali. Questa geografia terribilmente in movimento suggerisce una domanda più ampia: quanto sono preparate le filiere alimentari italiane a convivere con un mondo nel quale gli equilibri commerciali diventano sempre più instabili?

La questione riguarda il vino oggi, ma potrebbe riguardare altre categorie domani.

Per questo la notizia dei 340 milioni di euro persi non dovrebbe essere letta soltanto come un dato economico, ma come un MEMO. Ricorda che la solidità di una filiera dipende anche dalla capacità di adattarsi ai cambiamenti, di diversificare i mercati e di costruire relazioni commerciali sufficientemente robuste da resistere alle turbolenze.

In fondo, la storia dell’agroalimentare italiano è sempre stata una storia di adattamento: i numeri che arrivano dagli Stati Uniti invitano semplicemente a continuare su questa strada, con una consapevolezza in più, che nessun mercato può essere considerato “definitivo”.

Partecipa alla costruzione di una rete di distributori forte, iscriviti all’Associazione, invia una mail a segreteria@agrodipab.com

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Passaggio generazionale: parliamone per evitare il buco nero

Per decenni il passaggio generazionale è stato considerato un momento quasi naturale nella vita delle imprese familiari italiane. Un percorso scandito dal tempo, in cui esperienza e responsabilità passavano gradualmente da una generazione all’altra, garantendo continuità all’attività aziendale.

Oggi quel modello si confronta con uno scenario molto più complesso: secondo le stime*, entro il 2034 quasi una impresa familiare italiana su due sarà coinvolta in un processo di successione. Si tratta di una trasformazione che interesserà migliaia di aziende appartenenti ai più diversi settori economici, compresa la distribuzione food & beverage (ricordiamo che il nostro comparto continua a essere caratterizzato da una forte presenza di imprese a conduzione familiare).

Molte delle imprese che oggi affrontano il tema della successione sono nate tra gli anni Settanta e Novanta, in un mercato profondamente diverso da quello attuale: la crescita era sostenuta da relazioni commerciali costruite nel tempo, da una concorrenza meno intensa e da dinamiche territoriali relativamente stabili.

Nel frattempo il settore della distribuzione ha attraversato una profonda evoluzione ed è irriconoscibile: la digitalizzazione dei processi, l’aumento della pressione competitiva, la crescente attenzione all’efficienza logistica e l’emergere di nuovi strumenti di analisi stanno modificando il modo stesso di fare impresa.

Il passaggio generazionale deve accompagnare una fase di trasformazione in cui esperienze maturate in decenni di attività devono confrontarsi con competenze e approcci nuovi e uno degli aspetti più delicati riguarderà il trasferimento del patrimonio immateriale dell’impresa. Accanto agli asset tangibili, infatti, esiste un insieme di conoscenze costruite nel tempo che comprende relazioni con clienti e fornitori, capacità di interpretare il mercato, conoscenza del territorio e cultura aziendale. Questi elementi raramente compaiono nei bilanci, ma spesso rappresentano una parte essenziale del valore dell’impresa, ancor più nel nostro mondo: parliamo infatti di fattori competitivi che si sono consolidati nel corso degli anni attraverso il lavoro quotidiano di imprenditori e collaboratori, intangibili quanti preziosi. 

La sfida dei prossimi anni sarà quindi, anche per AGroDiPAB Ho.Re.Ca., quella di preservare questo patrimonio in un contesto che richiede al tempo stesso innovazione e capacità di adattamento.

Non a caso il dibattito sul passaggio generazionale sta progressivamente uscendo dalla sfera privata delle famiglie imprenditoriali per diventare un tema economico di interesse generale. Dalla sua gestione dipenderà infatti una parte significativa della continuità produttiva del Paese, della tenuta occupazionale di molti territori e della capacità competitiva di interi settori.

Trasformazione, mercato, innovazione: a questo siamo chiamati.

Ne riparleremo certamente.

Diventa anche tu protagonista del cambiamento, sostieni l’associazione aderendo, scrivi a segreteria@agrodipab.com

* XVII Osservatorio AUB sulle Aziende Familiari Italiane, realizzato da AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari), UniCredit e Università Bocconi.

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AI Act e Transizione 4.0: tutela la tua azienda, partecipa al webinar 

L’innovazione digitale è ormai parte integrante della gestione quotidiana di qualsiasi impresa di distribuzione o ristorazione. L’utilizzo di software gestionali per il magazzino, CRM per la forza vendita, piattaforme di analisi dei dati per i consumi e strumenti di automazione dei flussi aziendali è una realtà diffusa.

Tuttavia, la massiccia digitalizzazione porta con sé due dinamiche cruciali che richiedono massima attenzione da parte degli imprenditori.

La scadenza dell’AI Act

Molti titolari d’azienda ritengono che il Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) riguardi soltanto i colossi della tecnologia. Al contrario, l’impatto coinvolge chiunque utilizzi software commerciali di ultima generazione. Le piattaforme CRM e i gestionali moderni integrano frequentemente algoritmi predittivi per l’analisi dei dati dei clienti, la profilazione commerciale o la gestione automatizzata del personale.

Il calendario dell’applicazione prevede tappe serrate:

-Agosto 2026: scatta l’applicazione integrale e vincolante per i sistemi classificati ad alto rischio (ovvero i software che influenzano decisioni sull’impiego, la valutazione dei lavoratori o la profilazione avanzata).

-Le sanzioni: il mancato adeguamento comporta penalità pecuniarie severe, che possono raggiungere il 3% del fatturato annuo globale dell’azienda.

Iperammortamento 4.0: perché molte aziende perdono il beneficio economico

Se l’AI Act rappresenta un rischio da mitigare, i piani di incentivazione fiscale legati alla Transizione 4.0 (ex Iperammortamento) costituiscono una concreta opportunità di sviluppo. Molte imprese investono nell’acquisto di beni strumentali tecnologicamente avanzati, come celle frigorifere automatizzate, sistemi di confezionamento interconnessi o veicoli logistici di ultima generazione, senza però riuscire a consolidare il vantaggio fiscale.

Il risparmio economico svanisce spesso a causa di vizi formali e tecnici nella costruzione della pratica. I requisiti essenziali includono:

-L’interconnessione effettiva: il bene non deve soltanto essere digitale, ma deve scambiare informazioni bidirezionali con il sistema gestionale della fabbrica o della logistica.

-La documentazione tecnica: è indispensabile produrre una perizia tecnica asseverata (obbligatoria per beni di costo unitario superiore a specifiche soglie) o una dichiarazione sostitutiva dettagliata che attesti il soddisfacimento di tutti i 5+2 requisiti tecnologici richiesti dalla norma.

-La tracciabilità: le fatture di acquisto devono riportare i riferimenti normativi corretti, pena la revoca del beneficio in sede di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’importanza del webinar del 16 GIUGNO

Per analizzare queste dinamiche e definire le azioni concrete da attuare per proteggere e valorizzare l’azienda, Come AGroDiPAB Ho.Re.Ca. abbiamo organizzato un incontro di approfondimento tecnico.

Data: Martedì 16 giugno

Ora: 17:30

Modalità: Webinar online gratuito via Zoom

Relatori: Ing. Mauro Maiocchi e Ing. Gianluca Cavallari

Un’ora di formazione specialistica per comprendere esattamente come verificare la conformità dei propri sistemi e blindare gli incentivi fiscali della tua impresa.

Clicca qui per iscriverti. 

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La Repubblica e il Made in Italy, auguri a tutti noi 

Il 2 giugno celebriamo solennemente un patto di libertà e autoresponsabilità fondato sul lavoro. 

Quando la Repubblica festeggia, il motore dell’ospitalità italiana accelera e, con esso, si attiva la straordinaria macchina della distribuzione Horeca, un settore strategico che muove volumi decisivi per l’intera economia nazionale. 

In qualità di Presidente di AGroDiPAB Ho.Re.Ca. desidero guardare a questa ricorrenza istituzionale ponendo l’accento sul ruolo macroeconomico della nostra categoria, silenziosa garante della stabilità della filiera agroalimentare. Senza le nostre imprese il concetto stesso di Made in Italy perderebbe la sua competitività sul mercato.

I cittadini e i turisti celebrano la Repubblica nei ristoranti, negli hotel e nei bar del Paese, anche grazie alle nostre aziende che assicurano operatività e piatti eccellenti. È questa la nostra forma più alta di responsabilità civile e d’impresa: tradurre il principio costituzionale del lavoro in valore tangibile, occupazione e sviluppo per i territori.

AGroDiPAB Ho.Re.Ca. rinnova il proprio impegno nel rappresentare questa forza industriale presso i tavoli istituzionali, affinché alla complessità e alla rilevanza del nostro comparto venga riconosciuto il giusto peso strategico nelle politiche di sviluppo del Paese.

A tutti gli associati, agli imprenditori e ai loro collaboratori, i più vivi auguri per la Festa della Repubblica.

Giuseppe Arditi

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Patenti: chiediamo l’estensione a 4.250 kg per i veicoli refrigerati

La nuova Direttiva UE sulle patenti estenderà la categoria B fino a 4.250 kg per i veicoli a trazione alternativa, riconoscendo il principio del peso tecnologico: l’aumento di massa dovuto alle batterie non incrementa la capacità commerciale, ma è la conseguenza tecnica della transizione energetica.

Come Associazione riteniamo che lo stesso principio debba applicarsi ai veicoli refrigerati. Gruppi frigoriferi, isolamento ATP, batterie ausiliarie e sistemi di controllo della catena del freddo aumentano il peso senza incrementare il carico utile — esattamente come le batterie dei veicoli elettrici.

L’Impegno della nostra associazione

In occasione della scorsa edizione di Tuttofood, il nostro Presidente Giuseppe Arditi insieme al Consigliere per gli Affari Politici e per le Relazioni Istituzionali Carmela Cassese (si veda la foto) hanno incontrato il consulente Carlo De Regibus, da sempre in collaborazione con la filiera proprio su questo tema.

Riteniamo che non si possa incentivare la sostenibilità energetica riconoscendo deroghe per il peso delle batterie e, allo stesso tempo, penalizzare la distribuzione alimentare refrigerata: un settore strategico per sicurezza sanitaria, continuità della supply chain e riduzione degli sprechi.

Il confronto con le istituzioni

Il tema è già all’attenzione del Ministro Matteo Salvini e del Viceministro Edoardo Rixi, e sarà oggetto di approfondimento nel tavolo dedicato alla distribuzione Ho.Re.Ca. richiesto al MIT con l’obiettivo di trovare soluzioni normative coerenti con le esigenze della logistica e della catena del freddo.

Segui anche tu da vicino l’evoluzione di queste novità, diventa socio AGroDiPAB Ho.Re.Ca., scrivi a segreteria@agrodipab.com

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