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Accordo UE–Mercosur: opportunità commerciale o rischio per il modello agroalimentare europeo?

Dopo oltre venticinque anni di negoziati, l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e il Mercosur — che coinvolge Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — rappresenta un passaggio di grande rilievo nello scenario del commercio internazionale. Un’intesa che promette una profonda apertura dei mercati, ma che solleva interrogativi rilevanti per chi opera lungo la filiera agroalimentare europea.

L’accordo prevede l’abbattimento dei dazi su circa il 90% delle merci scambiate e la tutela di oltre 340 Indicazioni Geografiche dell’Unione Europea, un elemento di particolare importanza per la protezione del Made in Italy e delle produzioni a forte radicamento territoriale. Allo stesso tempo, però, emergono criticità strutturali che richiedono un’analisi attenta e un approccio prudente, soprattutto in relazione all’impatto competitivo sul sistema produttivo europeo.

Uno dei nodi centrali riguarda la parità delle regole. Le imprese agricole e agroalimentari europee operano all’interno di un quadro normativo tra i più stringenti al mondo, che impone standard elevati in materia di utilizzo dei fitofarmaci, benessere animale, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale. In questo contesto, l’ingresso nel mercato europeo di prodotti ottenuti secondo requisiti più permissivi pone un problema di equilibrio competitivo. Il principio del level playing field, ovvero della parità delle condizioni di produzione, rappresenta un presupposto essenziale affinché l’apertura commerciale non generi distorsioni a danno delle imprese europee.

Un secondo elemento critico riguarda tracciabilità e fiducia. Le filiere agroalimentari coinvolte nell’accordo UE–Mercosur si caratterizzano per una notevole estensione geografica e per una complessità operativa che rende più articolato il sistema dei controlli. La verifica dell’origine delle materie prime e il monitoraggio dei residui lungo l’intera catena del valore costituiscono una sfida concreta. La fiducia dei consumatori europei si fonda sulla trasparenza e sulla certezza delle informazioni: eventuali zone d’ombra rischiano di compromettere la credibilità del sistema e di indebolire il rapporto tra prodotto e mercato.

Il tema della sostenibilità climatica rappresenta un ulteriore punto di attenzione. Mentre l’Europa è impegnata nell’attuazione del Green Deal e nella transizione verso modelli produttivi sempre più sostenibili, alcune produzioni d’oltreoceano risultano ancora legate a dinamiche di deforestazione e a pratiche ambientali meno rigorose. In questo scenario, la coerenza regolatoria assume un ruolo strategico: la competitività economica deve procedere in armonia con la tutela ambientale, evitando che l’apertura dei mercati si traduca in un arretramento degli obiettivi climatici.

Nel complesso, l’accordo UE–Mercosur evidenzia una tensione strutturale tra apertura commerciale e tutela del modello agroalimentare europeo. L’accesso a nuovi mercati può rappresentare una leva di crescita per l’export di eccellenza, ma richiede garanzie solide per evitare forme di concorrenza sleale e per preservare qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità.

La fase di ratifica assume quindi un ruolo decisivo. In assenza di clausole di reciprocità efficaci e di sistemi di monitoraggio rigorosi, il rischio è quello di sacrificare elementi fondamentali del modello europeo in nome di vantaggi commerciali di breve periodo. Al contrario, un impianto regolatorio equilibrato può trasformare l’accordo in uno strumento di sviluppo coerente con i valori e le esigenze della filiera agroalimentare.

Il dibattito resta aperto e coinvolge istituzioni, imprese e rappresentanze di filiera. Come AGroDiPAB intendiamo essere interlocutori attivi nel promuovere un confronto strutturato tra imprese, istituzioni e decisori politici, affinché gli accordi commerciali internazionali siano valutati alla luce delle reali condizioni operative della filiera agroalimentare e HoReCa. Continuiamo a lavorare affinché le istanze delle imprese trovino ascolto nei tavoli di confronto istituzionali, sostenendo un approccio che valorizzi le eccellenze, protegga i territori e garantisca condizioni di concorrenza eque. 

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Verso il Tavolo Nazionale della Filiera Ho.Re.Ca.: la tappa decisiva per il settore

Stai assistendo a un passaggio che segna un cambio di passo concreto per l’intera filiera Ho.Re.Ca. Il percorso avviato lo scorso ottobre presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in occasione della III edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., raggiunge una tappa fondamentale: si passa infatti dalle parole ai fatti.

Mercoledì 18 febbraio 2026, alle ore 13:00, verrà presentata ufficialmente, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, la proposta di istituzione del Tavolo Nazionale della Filiera Ho.Re.Ca.. Un momento di grande rilevanza istituzionale, che conferma la solidità del lavoro svolto e la credibilità del percorso intrapreso.

L’iniziativa, promossa da AGroDiPAB Ho.Re.Ca., è resa possibile grazie al sostegno dell’onorevole Marco Cerreto e rappresenta un risultato concreto di mesi di confronto, costruzione e visione condivisa. È un passo decisivo verso una governance stabile, riconosciuta e strutturata per un comparto che da tempo richiede ascolto, coordinamento e prospettiva.

Il Tavolo Nazionale nasce con un obiettivo chiaro: mettere finalmente a sistema le competenze, le eccellenze e le istanze di tutta la filiera, favorendo un dialogo costante tra distribuzione, produzione, somministrazione e istituzioni. È il segno tangibile di una filiera che sceglie di fare squadra e di dotarsi di strumenti adeguati per affrontare le sfide presenti e future.

Nei prossimi giorni verranno condivisi ulteriori dettagli sul programma dell’incontro. Continua a seguire il sito e la pagina Linkedin per rimanere aggiornato.

Highlights

Camera dei Deputati, Via della Missione 4, Roma
18 febbraio 2026, ore 13:00

Per informazioni o per manifestare il tuo interesse, il team AGroDiPAB è a tua completa disposizione: per la presenza in occasione dell’evento è gradita la conferma a  segreteria@agrodipab.com – +39 328 603 6961

Il futuro della distribuzione e della filiera Ho.Re.Ca. prende forma qui.
Ora più che mai, fare sistema diventa una scelta strategica.

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Export Food a +3,7%: i distretti trainano l’Italia e rafforzano il valore della filiera

Il sistema agroalimentare italiano conferma ancora una volta la propria solidità e capacità di adattamento ai cambiamenti dei mercati internazionali. I dati emersi dall’ultimo Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo, pubblicati su Il Sole 24 Ore, mostrano come il comparto food abbia registrato una crescita del +3,7% nel terzo trimestre 2025, in un contesto in cui altri settori manifatturieri evidenziano segnali di rallentamento.

Un risultato che testimonia la forza strutturale dei distretti produttivi italiani, fondati su competenze, tradizione, qualità delle materie prime e capacità di innovazione. Il “saper fare” dei territori continua a rappresentare uno dei pilastri del Made in Italy, capace di generare valore economico, occupazione e reputazione sui mercati globali.

Nonostante la contrazione del mercato statunitense, che segna un -18,2%, il comparto alimentare si conferma il più performante a livello nazionale. La crescita dell’export è sostenuta soprattutto dalle ottime performance registrate in Polonia, Spagna ed Emirati Arabi, con segnali incoraggianti anche da India e Giappone, mercati caratterizzati da un crescente interesse verso i prodotti italiani di qualità.

Il valore dei distretti si esprime attraverso eccellenze territoriali che continuano a distinguersi per identità e specializzazione. Tra i comparti più dinamici emergono i dolci di Alba e Cuneo, il caffè e il cioccolato torinese, il lattiero-caseario lombardo e i salumi del modenese. Produzioni che raccontano una filiera capace di coniugare radici locali e vocazione internazionale, tradizione e innovazione, artigianalità e competitività.

Questi risultati confermano come i distretti agroalimentari non rappresentino soltanto un modello produttivo efficace, ma anche un elemento strategico per il posizionamento dell’Italia nel panorama globale del food & beverage.

In questo scenario di crescita dell’export e di consolidamento delle eccellenze produttive, emerge una riflessione centrale per l’intera filiera: quanto valore potrebbe essere ulteriormente generato attraverso una maggiore integrazione tra i distretti produttivi e gli altri attori del sistema HoReCa e turistico?

La capacità di allineare le produzioni locali alle nuove abitudini di consumo, ai canali di distribuzione e ai modelli di fruizione del “fuori casa” rappresenta oggi una leva strategica per rafforzare la competitività delle imprese italiane. Garantire che il valore creato nei territori arrivi intatto al cliente finale significa tutelare la qualità, l’identità e la reputazione dei prodotti, sia sul mercato interno sia su quello internazionale.

Proprio in questa direzione si inserisce il lavoro portato avanti da AGroDiPAB HoReCa, che promuove una visione di filiera integrata, capace di mettere in relazione produzione, distribuzione, somministrazione e turismo. La richiesta di costituzione del Tavolo di Filiera Horeca risponde all’esigenza di creare uno spazio stabile di confronto tra imprese, istituzioni e rappresentanze, con l’obiettivo di:

-coordinare le eccellenze dei distretti con le reali dinamiche di consumo del fuori casa;

-valorizzare il prodotto finale, tutelando qualità, autenticità e corretto posizionamento nei canali della distribuzione e della somministrazione;

-supportare l’accesso a nuovi mercati, favorendo la diversificazione degli sbocchi commerciali oltre quelli tradizionali.

La continuità e la crescita delle imprese della filiera agroalimentare e HoReCa richiedono scelte strutturali, politiche coerenti e una rappresentanza unitaria capace di dialogare in modo efficace con le istituzioni. Gli interventi episodici o i semplici rinvii normativi non bastano a garantire stabilità, competitività e sviluppo nel medio-lungo periodo.

Il successo dei distretti alimentari italiani rappresenta un patrimonio collettivo, che riguarda produttori, distributori, operatori della ristorazione, del turismo e dell’ospitalità. Trasformare questi risultati in una strategia condivisa significa rafforzare l’intera filiera e costruire un modello di crescita sostenibile, capace di valorizzare i territori e le imprese che ogni giorno contribuiscono alla reputazione del Made in Italy.

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Milleproroghe 2026: più tempo per le imprese, meno burocrazia, più futuro per l’HoReCa

Il Decreto Milleproroghe 2026 è stato recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale come decreto-legge n. 200 del 31 dicembre 2025 e contiene una serie di proroghe di termini normativi che riguardano aspetti amministrativi, fiscali, di governance e, soprattutto per te che operi o segui da vicino la filiera HoReCa e del turismo, elementi concreti legati alle scadenze operative delle imprese. 

Le disposizioni contenute nel Milleproroghe non introducono nuove politiche di sostegno strutturale, ma allungano i tempi di adeguamento a normative già esistenti, consentendo alle imprese di affrontare questi adempimenti in modo meno frenetico e più strategico. 

Un provvedimento di questo tipo è soprattutto una risposta alle richieste di rappresentanze come AGroDiPAB, che da sempre sostengono la necessità di regole coerenti con i ritmi e i cicli quotidiani del business, e sottolineano l’importanza di confrontarsi con le istituzioni durante l’iter di conversione in legge del decreto. 

Per te che guardi alla filiera HoReCa e al turismo, queste proroghe rappresentano una boccata d’ossigeno su adempimenti che rischiavano di gravare sulle imprese proprio nel mezzo di un periodo economico complesso.

Ecco gli elementi di valore da tenere sotto controllo:

Turismo e Horeca

Polizze catastrofali: obbligo rinviato al 31 marzo per micro e piccole imprese turistico-ricettive e horeca. 

Dehors: proroga delle procedure semplificate per occupazione suolo pubblico. 

Fotovoltaico: confermate le semplificazioni per impianti in strutture ricettive e termali. 

Pmi e professionisti

Fondo di garanzia Pmi: proroga delle modalità straordinarie fino al 31/12/2026

Assemblee da remoto: estensione sino al 30/9/2026

Riforma fiscale: slittamento dei termini di attuazione dei decreti delegati

Costi e logistica

Blocco aumento sanzioni. Codice della Strada per tutto il 2026

Proroga tutele per imprese energivore in transizione verso il mercato libero

Attenzione: il decreto è in vigore, ma passerà al Parlamento per la conversione in legge entro 60 giorni. Il testo potrà essere modificato in sede emendativa. È in questa fase che il confronto tra associazioni di categoria, istituzioni e imprese diventa fondamentale, perché può portare a emendamenti e miglioramenti che rendano ancora più efficace il testo definitivo. Come AGroDiPAB seguiremo da vicino questo processo, contribuendo con il nostro punto di vista maturato nel Tavolo Nazionale di Filiera Horeca e negli Stati Generali. 

La continuità delle imprese si tutela non solo con rinvii di termini, ma con una visione politica coerente con la realtà operativa quotidiana, una visione che coordini normative, investimenti e competitività su scala nazionale ed europea.

Se operi nella distribuzione alimentare, nella ristorazione, nei pubblici esercizi o negli esercizi ricettivi, queste scadenze prorogate impattano sulla tua capacità di programmare investimenti come l’autoproduzione energetica, di confrontarti con offerte assicurative in un mercato fluido, e di gestire adempimenti catastali senza interruzioni dell’attività.

Unisciti ad AGroDiPAB HoReCa per contribuire da protagonista a questo dialogo e costruire insieme un quadro normativo più sostenibile e coerente con la tua realtà operativa quotidiana. Clicca sul seguente link:https://www.agrodipab.com/associati/

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Il Milleproroghe per la Filiera Horeca

Il decreto-legge “Milleproroghe” approvato dal Consiglio dei Ministri giusto qualche giorno fa, introduce una serie di estensioni normative che hanno un impatto diretto e concreto sulla filiera Horeca e sul sistema turistico-ricettivo nel suo complesso. È un segnale politico importante: è il riconoscimento delle difficoltà operative che le imprese stanno affrontando e della necessità di garantire tempi realistici per investire, adeguarsi e crescere in modo strutturato.

Le proroghe previste vanno lette come uno strumento di stabilizzazione in una fase ancora segnata da forti pressioni sui costi, transizione energetica, nuovi obblighi normativi e crescente esposizione ai rischi ambientali. In questo contesto, disporre di più tempo significa poter pianificare scelte strategiche senza subire forzature che rischiano di tradursi in investimenti inefficaci o in costi non sostenibili. Noi di AGroDiPAB non possiamo che applaudire. 

Un primo ambito di grande rilevanza riguarda la semplificazione delle procedure per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili nelle strutture ricettive e termali, il cui termine viene esteso fino al 31 dicembre 2026. La proroga consente alle imprese di affrontare con maggiore consapevolezza il percorso verso l’autoproduzione energetica, valutando soluzioni compatibili con i propri spazi, con i vincoli urbanistici e con i piani economici. In un momento in cui il costo dell’energia continua a incidere in modo significativo sui margini, questa estensione rappresenta una leva fondamentale per accompagnare la transizione energetica senza compromettere la sostenibilità finanziaria delle aziende.

Un secondo elemento centrale riguarda le assicurazioni contro i rischi catastrofali. Il rinvio al 31 marzo 2026 dell’obbligo di stipula delle polizze per micro e piccole imprese della somministrazione e del comparto turistico-ricettivo offre un margine prezioso per orientarsi in un mercato assicurativo complesso, ancora in fase di assestamento. Il tempo aggiuntivo permette agli operatori di confrontare offerte, comprendere le reali coperture, valutare i costi e integrare la gestione del rischio all’interno di una strategia più ampia di tutela dell’impresa. Vengono così evitate scelte affrettate e favorite decisioni più consapevoli.

Rilevante anche la proroga al 15 dicembre 2026 per l’adeguamento catastale relativo agli allestimenti mobili di pernottamento nelle strutture ricettive all’aperto. Una misura che tiene conto della specificità del settore e della complessità degli adempimenti, spesso legati a strutture temporanee o stagionali. Il rinvio consente agli operatori di programmare gli adeguamenti senza interrompere l’attività e senza subire un carico burocratico concentrato in tempi troppo ristretti.

Nel loro insieme, queste proroghe riconoscono il valore economico e sociale della filiera Horeca e la necessità di accompagnarne l’evoluzione con strumenti normativi coerenti con la realtà operativa. Per AGroDiPAB, l’estensione dei termini va nella direzione auspicata: creare le condizioni affinché le imprese possano accedere alle misure di valorizzazione, investire in innovazione e sostenibilità e rafforzare la propria competitività, senza essere schiacciate da scadenze non allineate ai cicli reali del business.

Il Milleproroghe, in questo senso, diventa non solo un provvedimento di rinvio, ma un’opportunità per trasformare il tempo in valore, a beneficio di tutta la filiera.

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Un Natale di consapevolezza, un nuovo anno di visione: il messaggio del Presidente

Desidero condividere un pensiero che vada oltre il semplice augurio formale.

Il Natale e l’inizio di un nuovo anno sono sempre un momento di bilancio, personale e collettivo. Guardiamo a ciò che abbiamo affrontato, alle difficoltà superate, alle decisioni prese spesso in contesti complessi e mutevoli. Il settore della distribuzione Ho.Re.Ca. ha dimostrato ancora una volta solidità, capacità di adattamento e senso di responsabilità, qualità che non vanno mai date per scontate. Dietro ogni azienda ci sono persone, famiglie, competenze e una cultura del lavoro che ogni giorno sostiene una filiera fondamentale per il Paese.

Il 2025 ci ha ricordato che non esistono rendite di posizione e che il cambiamento va governato, non subito. Il 2026 si apre con sfide importanti ma anche con opportunità reali: maggiore attenzione al valore della filiera, nuovi scenari legati al turismo, alla sostenibilità, all’innovazione e a una rinnovata centralità del nostro ruolo. Come Associazione, continueremo a lavorare perché la distribuzione non sia considerata un semplice passaggio operativo, ma un pilastro strategico, capace di incidere sulle scelte e sulle politiche che riguardano il futuro dell’Ho.Re.Ca.

A Natale si parla spesso di comunità. AGroDiPAB è questo: una comunità di imprese che condividono interessi, responsabilità e una visione comune. Rafforzare questa identità, renderla sempre più autorevole e riconosciuta, resta il nostro impegno anche per l’anno che viene.

A nome mio personale e dell’Associazione, auguro a voi e alle vostre famiglie un Natale sereno, fatto di tempo condiviso e di equilibrio, e un nuovo anno che porti salute, fiducia e prospettiva. Che il 2026 sia un anno di lavoro consapevole, di crescita concreta e di scelte capaci di guardare lontano.

Buon Natale e Buon Anno a tutti.

Giuseppe Arditi 

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UNESCO e cucina italiana: così si genererà nuova crescita per la filiera Ho.Re.Ca.

La proclamazione ufficiale della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO segna un passaggio storico per il nostro Paese. 

Specificamente: per noi operatori della filiera Ho.Re.Ca. questo riconoscimento non è soltanto motivo di orgoglio culturale: rappresenta una leva economica concreta, capace di attivare nuove opportunità per ristorazione, ospitalità, produzione e distribuzione.

Secondo le prime valutazioni riportate da Reuters, il riconoscimento UNESCO potrebbe contribuire a una crescita fino a 18 milioni di presenze turistiche aggiuntive nei prossimi anni. Si tratta di una stima preliminare basata sugli effetti osservati in altri Paesi che, dopo l’ingresso di un bene nella lista UNESCO, hanno registrato un aumento significativo dei flussi turistici internazionali. Un incremento di questa portata avrebbe ricadute dirette sulla domanda nei ristoranti, nei bar, negli alberghi e, di conseguenza, su tutta la catena di approvvigionamento.

Per noi della distribuzione questo scenario significa una cosa precisa: più turismo vuol dire più coperti, più consumi, più prodotti che devono arrivare puntualmente e con standard elevati. Il riconoscimento della cucina italiana premia un sistema complesso fatto di territori, tradizioni, tecniche e identità locali, che vive ogni giorno anche grazie al lavoro invisibile ma fondamentale della distribuzione.

Se cresce la domanda di esperienze autentiche, cresce anche la responsabilità della filiera: selezionare meglio, garantire freschezza, supportare la ristorazione nei picchi di lavoro, valorizzare i prodotti tipici, assicurare continuità. Il turismo che viene in Italia per la cucina cerca esattamente questo: qualità vera.

Il riconoscimento UNESCO, quindi, ci riguarda direttamente. Ci offre un’occasione per rafforzare il nostro ruolo, chiedere maggiore attenzione istituzionale, promuovere modelli di filiera coordinati e sostenibili. Ci permette anche di lavorare meglio sulla rappresentanza, perché un settore che diventa attrattore mondiale ha bisogno di una voce altrettanto forte.

Come AGroDiPAB crediamo che questo sia il momento di investire nella coesione della filiera. Il mondo guarda alla cucina italiana come patrimonio dell’umanità: spetta a noi dimostrare che dietro questo patrimonio c’è una rete di imprese solide, competenti, moderne e capaci di sostenere la crescita.

Il riconoscimento UNESCO è una conquista culturale, ma può diventare anche una conquista economica — se sappiamo coglierla insieme.

Diventa socio anche tu di AGroDiPAB, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato. 

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Il turismo enogastronomico rilancia l’Ho.Re.Ca. partendo dalla distribuzione 

Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2025 indica che la crescita del turismo internazionale viaggia sempre più sul binario del gusto. Viaggiatori provenienti da mercati strategici — Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Svizzera e Francia — scelgono l’Italia proprio per vivere esperienze legate a cibo, vino e territorio. È un trend che riguarda l’intera filiera, dalla produzione alla distribuzione, fino al mondo dell’ospitalità.
Per il 70% dei turisti, per esempio, l’enogastronomia è la motivazione principale o comunque determinante nella scelta della destinazione. Dunque il turismo enogastronomico è un driver strutturale, capace di orientare le scelte d’acquisto dei visitatori e, di conseguenza, le priorità delle imprese dell’Ho.Re.Ca.

Perché questo riguarda da vicino la distribuzione?

Perché ogni esperienza gastronomica vissuta da un turista nasce da una catena che deve funzionare in modo impeccabile. Quando il viaggiatore cerca autenticità, qualità e prodotti tipici, chi lavora nella distribuzione ha il compito — e l’opportunità — di:

-garantire ai ristoratori una selezione coerente e attenta di prodotti di territorio;

-supportare l’offerta con una logistica flessibile e affidabile;

-contribuire alla valorizzazione delle eccellenze regionali;

-rispondere ai picchi di domanda in modo efficiente e sostenibile.

Il turismo enogastronomico porta valore solo se la filiera, nel suo insieme, è capace di intercettare e soddisfare questa domanda crescente. Qui entra in gioco la distribuzione, che diventa ponte tra produttori locali e operatori dell’ospitalità, assicurando continuità di servizio, qualità e territorialità.

Un’opportunità strategica per tutta la filiera Ho.Re.Ca.

L’aumento del turismo esperienziale rafforza il ruolo del “Made in Italy autentico”. I visitatori cercano racconti, sapori, differenze regionali, tradizioni: elementi che si esprimono a tavola, ma che dipendono anche da chi porta quella qualità nelle cucine e nelle dispense. Per questo noi di AGroDiPAB Agrodipab sottolineiamo la necessità di lavorare come filiera unita, in cui ciascun attore sia valorizzato e responsabilizzato.
Non è un caso che sempre più territori investano su prodotti tipici, itinerari del gusto, eventi culinari: la domanda è reale, consistente e in continua crescita e per trasformarla in sviluppo economico serve una distribuzione forte, preparata, capace di operare con visione.

Guardare al turismo come parte della nostra strategia

Il turismo è un motore che alimenta quotidianamente l’Ho.Re.Ca. e che chiede a tutti noi — distributori, produttori, ristoratori, albergatori — maggiore qualità, coerenza e capacità organizzativa.
Chi saprà coglierne le opportunità sarà protagonista dei prossimi anni.

Noi crediamo fortemente in questa visione: una filiera che valorizza il turismo è una filiera più forte, più riconosciuta e più competitiva.
Ed è proprio su questa consapevolezza che vogliamo costruire il futuro del nostro settore, insieme a te. Diventa socio anche tu, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato. 

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La Cucina italiana riconosciuta dall’UNESCO: un valore che rafforza anche la nostra filiera

Il recentissimo riconoscimento UNESCO alla Cucina italiana come patrimonio culturale immateriale segna una svolta di enorme significato per il nostro Paese. 

Con questo riconoscimento — risultato del dossier intitolato “la cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale” — l’Italia afferma ufficialmente che il cibo non è solo nutrimento: è cultura, identità, memoria collettiva e motore economico.  

Per noi di AGroDiPAB, questo passaggio è una conferma del ruolo strategico che la distribuzione, la logistica e l’intermediazione del food & beverage hanno nel sistema Ho.Re.Ca., e al tempo stesso un trampolino di opportunità.

Ecco perché il riconoscimento UNESCO è utile — e importante — anche per la nostra Associazione:

Maggiore attrattività del “made in Italy”: la certificazione UNESCO trasforma la Cucina italiana in un marchio globale di qualità, autenticità e cultura. Questo rafforza la domanda — nazionale e internazionale — di prodotti autentici, territoriali e tipici; a beneficiare di questa domanda sarà tutta la filiera, dall’origine alla tavola.

Valorizzazione delle eccellenze territoriali: come distributori e grossisti, abbiamo la possibilità di mettere in luce produzioni locali, specialità regionali, filiere corte. Il riconoscimento sposta l’attenzione del mercato su qualità, tracciabilità, origine — elementi che diventano leva competitiva.

Forza negoziale e reputazionale per chi è parte di una filiera ufficialmente riconosciuta: essere anello di una filiera che fa parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dà maggior peso nelle decisioni, nelle collaborazioni, nelle trattative, nelle iniziative di promozione e valorizzazione.

Il riconoscimento rende evidente che cucina, produzione, distribuzione, ospitalità non possono più essere compartimenti isolati. Per rispondere alle aspettative di qualità e identità serve collaborazione, standard elevati, visione condivisa. Ed è su questo che AGroDiPAB può offrire supporto, rappresentanza, coordinamento.

In questo contesto vogliamo promuovere un impegno chiaro: fare in modo che il valore del riconoscimento UNESCO venga tradotto in opportunità concrete per tutti gli attori della distribuzione e dell’Ho.Re.Ca.. Questo è un nuovo punto di partenza. Perché la Cucina italiana non è solo patrimonio: è vita quotidiana, è cultura, è identità. Ed è un patrimonio che attraversa l’intera filiera Ho.Re.Ca.

Noi di AGroDiPAB ci candidiamo a essere protagonisti di questa nuova fase. Perché il valore del Made in Italy non va solo custodito: va portato ovunque, con orgoglio, qualità e concretezza.

Entra anche tu in AGroDiPAB, fai sentire la tua voce, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato. 

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Uniti per contarci davvero: la call che darà all’Ho.Re.Ca. la sua voce unica

La Filiera Ho.Re.Ca. ha bisogno di una voce chiara, coesa e finalmente riconosciuta nelle sedi istituzionali. 

Per questo, dopo gli Stati Generali abbiamo aperto ufficialmente la Call for Proposal* rivolta a tutte le realtà che operano nella produzione, nella distribuzione, nella ristorazione, nell’hotellerie e nel turismo.
È il nostro invito concreto a partecipare alla costruzione di un progetto comune: il Tavolo Nazionale Permanente della Filiera Ho.Re.Ca. presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Sappiamo quanto la nostra filiera sia strategica, ricca di competenze e capace di generare valore. Allo stesso tempo, conosciamo bene la sua storica frammentazione, che spesso indebolisce la nostra capacità di incidere. Oggi possiamo superare questa debolezza trasformandola in un punto di forza, dando vita a un tavolo unitario che rappresenti davvero le esigenze e le ambizioni di tutti noi.

La Call for Proposal nasce proprio per questo: raccogliere contributi, idee, priorità e visioni da parte di associazioni, organizzazioni economiche e soggetti qualificati che vivono ogni giorno le sfide del mercato Ho.Re.Ca.
Insieme vogliamo costruire una direzione strategica condivisa su temi fondamentali per il futuro:

-Transizione sostenibile, per rendere le nostre imprese più efficienti e competitive.

-Digitalizzazione, per innovare processi e servizi lungo tutta la filiera.

-Capitale umano, perché il valore delle persone è il cuore del nostro settore.

-Semplificazione fiscale, per lavorare con meno ostacoli e più possibilità di crescita.

Se rappresenti la produzione, la distribuzione, la ristorazione, l’hotellerie o il turismo, questa è la tua occasione per entrare in un percorso che riguarda tutti noi.
Vogliamo progettare insieme il futuro della filiera, costruire relazioni più forti e dare finalmente all’Ho.Re.Ca. italiano la voce unica che merita.

Partecipa alla Call for Proposal: scrivi a segreteria@agrodipab.com Il tuo contributo non è solo importante: è essenziale per rafforzare la rappresentanza, dare peso alle nostre istanze e incidere davvero sulle politiche di settore.
Noi ci siamo. E siamo pronti a costruire questo futuro insieme.

* Una call for proposal è un invito pubblico a presentare idee, contributi e suggerimenti su un tema specifico. Serve a raccogliere proposte da soggetti qualificati, così da costruire un progetto condiviso e rappresentativo. Permette di dare voce a chi opera realmente nel settore e di trasformare le esigenze in azioni concrete. È uno strumento partecipativo, aperto e strategico.

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