Redazione AGroDiPAB
Le emozioni degli Stati Generali
Cosa possiamo dire?
Intanto grazie, grazie a tutti coloro che hanno partecipato.
A chi ci ha seguito in presenza, a chi si è collegato da lontano. Niente nomi, in questo articolo, solo tanta gratitudine per chi ha portato al successo questo evento a cui come AGroDiPAB abbiamo creduto sin dall’inizio.
Sappiamo di poter contare. Sappiamo di essere tanti e ti esprimere pensieri e preoccupazioni di una maggioranza silenziosa di colleghi che pian piano emergerà e farà sentire la sua voce sempre più forte.
Sappiamo che il Tavolo della Filiera ora è più concreto, più vicino, così come più vicine sono le relazioni strette che abbiamo attivato con il mondo della politica. Anche se sono giorni frenetici, la presenza di rappresentanti delle istituzioni romane ci ha confermato che siamo al posto giusto, con le decisioni giuste e gli obiettivi giusti.
Per arrivare agli Stati Generali di ieri abbiamo lavorato per mesi, con team coesi e determinati. (grazie, grazie, grazie). Il risultato?
Potete oggi leggerlo sui tanti quotidiani che riprendono le notizie su di noi e sugli incontri che ieri si sono susseguiti.
Il settore che tiene in piedi l’economia del fuori casa c’è e conta.
Questo volevamo ottenere: la strada è tracciata, percorrila anche tu insieme a noi!
Scegli di essere protagonista del futuro della filiera Ho.Re.Ca. Entra in AGroDiPAB, scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato.
Il Presidente
Giuseppe Arditi
Roma ci attende: tutto pronto per gli Stati Generali
La prossima settimana la capitale diventerà il crocevia di un confronto decisivo per il mondo Ho.Re.Ca., la grande filiera che muove ogni giorno l’economia del fuori casa e che vede tutti noi di Agrodipab protagonisti. Imprese, associazioni e istituzioni si ritroveranno per una giornata di lavoro e visione comune, con un obiettivo chiaro: dare forma a una nuova stagione per la ristorazione, la distribuzione e l’ospitalità.
La terza edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., promossa proprio da AGroDiPAB, nasce dall’esigenza di riunire le tante componenti del settore attorno a una strategia condivisa. Dopo anni di profondi cambiamenti, il comparto si trova davanti a una sfida cruciale: trasformare le difficoltà in occasione di crescita, puntando su sostenibilità, innovazione e formazione.
L’incontro romano sarà il terreno dove far dialogare esperienze diverse, ma complementari: chi produce e distribuisce, chi serve e accoglie, chi pianifica le politiche di settore. L’obiettivo è costruire una visione comune, capace di rendere la filiera più solida, più efficiente e più rappresentata anche nelle sedi istituzionali.
Le parole chiave che guideranno i lavori – ESG, logistica, formazione e governance – indicano la direzione di marcia di un sistema che vuole evolversi senza perdere la propria identità.
L’iniziativa si colloca in un momento di grande fermento per il comparto, che sta vivendo una transizione profonda: i consumatori chiedono maggiore trasparenza, le imprese cercano equilibrio tra sostenibilità e competitività, le reti di fornitura si confrontano con nuove logiche di efficienza e responsabilità.
AGroDiPAB si conferma punto di riferimento per chi lavora nella distribuzione alimentare e nelle forniture per la ristorazione. La sua missione è costruire ponti tra le diverse anime del settore, offrendo spazi di dialogo e strumenti concreti per una crescita strutturata.
La prossima settimana, dunque, Roma non sarà soltanto una sede di lavori, ma un simbolo: il luogo in cui la filiera Ho.Re.Ca. sceglie di guardare avanti, di farsi riconoscere come sistema e non più come somma di parti. Partecipa anche tu per condividere idee, esperienze e prospettive.
Perché il futuro della filiera comincia da chi decide di esserci.
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Chi ha paura della sostenibilità?
C’è un cambiamento silenzioso che sta attraversando la filiera Ho.Re.Ca. Non si vede nei grandi annunci o nelle rivoluzioni tecnologiche, ma nelle scelte quotidiane di chi lavora ogni giorno per garantire qualità, efficienza e fiducia. È il cambiamento di chi (produttore, distributore, esercente, addirittura cliente finale) ha capito che innovare non significa correre dietro alla novità, ma dare forma a un modo diverso di stare sul mercato: più consapevole, più equo, più sostenibile.
Già da un po’ di tempo la parola “innovazione” ha smesso di essere sinonimo di tecnologia. È diventata sinonimo di responsabilità e abbraccia una serie di azioni concrete: ridurre gli sprechi, ottimizzare i flussi logistici, investire nella formazione del personale, valorizzare i rapporti con fornitori e partner che condividano gli stessi principi. È così che si costruisce un’impresa capace di durare, anche in un contesto economico fragile come l’attuale.
La sostenibilità, d’altronde, non è più una bandiera per le grandi aziende o un obiettivo da comunicare nei bilanci. È un linguaggio comune che riguarda tutta la filiera, dai produttori ai distributori, dai gestori di locali ai fornitori di servizi. E può anche essere puntualmente certificata. È finito, per fortuna, il tempo del “green washing”.
Le imprese più lungimiranti lo hanno già capito: la sostenibilità porta con sé anche valore, dunque fatturato e spazi nel mercato: la nuova base su cui si innesta la solidità aziendale.
Per tutti questi motivi AGroDiPAB ha scelto di mettere la sostenibilità al centro del dibattito, promuovendo gli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., in programma il 28 ottobre.
Un momento di confronto reale tra esperti, istituzioni e imprese, dedicato a quattro temi che rappresentano la nuova spina dorsale del settore: ESG, logistica, formazione e governance; un laboratorio di idee e strumenti pratici per accompagnare ogni azienda verso un modello di crescita sostenibile, capace di unire competitività e responsabilità.
Il futuro della filiera Ho.Re.Ca. si giocherà su questo equilibrio: la capacità di innovare restando fedeli ai propri valori, di crescere senza rinunciare alla qualità, di condividere competenze e risorse per costruire un sistema più forte.
Chi sceglie di intraprendere oggi questo percorso — con coraggio e coerenza — sarà protagonista del domani.
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Lobbying, uno strumento che funziona
Fare lobbying in modo intelligente significa saper rappresentare i propri interessi collettivi con metodo, trasparenza e visione strategica. Non è pressione, non è conflitto, non è una pratica opaca e non bisogna assolutamente averne paura: fare lobbying in modo serio è infatti la capacità di tradurre le esigenze reali di un settore in proposte concrete, coerenti con le politiche pubbliche. Dato che le decisioni istituzionali incidono direttamente sulla competitività delle imprese, questa azione è una forma di partecipazione utile e necessaria.
Per noi di AGroDiPAB, che rappresentiamo la distribuzione alimentare e beverage per il canale Horeca, la lobby è prima di tutto ascolto organizzato. Significa raccogliere i bisogni dei nostri associati, trasformarli in analisi e proposte concrete, dialogare con i decisori pubblici offrendo dati, soluzioni e competenze. Un’associazione che fa lobbying in modo intelligente non difende interessi particolari: difende la possibilità di lavorare, innovare e crescere in modo sostenibile.
L’azione di rappresentanza diventa tanto più efficace quanto più è collettiva. Le imprese unite parlano con una voce sola, ed è questa unità che dà forza alla proposta e credibilità all’interlocuzione. L’esperienza dimostra che quando il settore riesce a coordinarsi, a presentarsi compatto e preparato, le istituzioni ascoltano di più e meglio. Non si tratta di chiedere privilegi, ma di contribuire a scrivere regole più giuste, proporzionate e aderenti alla realtà operativa di chi lavora ogni giorno nei mercati.
Fare lobbying in modo intelligente significa anche costruire alleanze: con le altre associazioni, con il mondo accademico, con le amministrazioni locali e nazionali, con la filiera del food e della logistica. Ogni interlocutore rappresenta un tassello del sistema economico e sociale, e solo il dialogo costante può generare equilibrio tra esigenze produttive, sostenibilità ambientale e tutela del consumatore. Che è poi quello che prende vita durante gli Stati Generali ogni anno.
Per le imprese, essere parte di un’associazione che sa esercitare questa funzione è un vantaggio competitivo. Significa:
-avere accesso a informazioni tempestive, a reti di relazioni istituzionali, a occasioni di confronto che anticipano i cambiamenti anziché subirli.
-poter contare su una rappresentanza che agisce non quando un problema esplode, ma prima che nasca, partecipando al dibattito pubblico con proposte costruttive e credibili.
Iscriviti anche tu ad AGroDiPAB per essere parte attiva della trasformazione del nostro mondo, per contare di più e dare slancio all’Associazione. Scrivi a segreteria@agrodipab.com e verrai subito contattato.
Anche la vendita ha bisogno della sua università
Stiamo costruendo un nuovo modo di intendere la professione commerciale, e lo facciamo come parte integrante della nostra mission, che ci vede impegnati sempre al fianco degli imprenditori. Con questo spirito abbiamo dato vita all’Università della Vendita, il primo ecosistema formativo interamente dedicato a chi opera nel mondo delle vendite e della distribuzione alimentare e beverage per il canale Horeca. L’iniziativa nasce per colmare un vuoto strutturale nella formazione del venditore, offrendo percorsi gratuiti, concreti e orientati al lavoro, pensati per restituire prestigio e competenze a una figura oggi più che mai centrale nella crescita delle imprese.
Non si tratta di un corso tradizionale, ma di una vera scuola di mestiere e di visione. Il venditore non è più un semplice esecutore di ordini: è un consulente di fiducia, un interprete del mercato, un professionista capace di creare valore per l’azienda e per il cliente. Nei nostri percorsi, che spaziano da 40 a 1000 ore, si impara a coniugare competenze relazionali e strumenti digitali, ad applicare l’intelligenza artificiale alla pianificazione commerciale, a leggere i dati e trasformarli in strategie di vendita sostenibili e durature.
L’obiettivo è formare una nuova generazione di venditori consapevoli, preparati e orgogliosi del proprio ruolo. Persone in grado di ascoltare, comprendere e agire con visione imprenditoriale, diventando ambasciatori del brand e motori del cambiamento nelle aziende in cui operano.
Particolare attenzione è rivolta al settore agroalimentare, cuore della nostra identità, attraverso il percorso ITS “Next Generation Sale Professional”, che forma tecnici della promozione e valorizzazione dei prodotti Made in Italy, pronti a muoversi sui mercati nazionali e internazionali con competenza, sensibilità culturale e padronanza degli strumenti digitali.
Come afferma il nostro Presidente, Giuseppe Maria Arditi, “oggi la vendita è un’arte che unisce tecnologia, relazioni e conoscenza. Con l’Università della Vendita vogliamo investire nel capitale umano, perché la competitività del nostro settore passa dalla qualità delle persone che ne fanno parte.”
Ti aspettiamo il 28 ottobre a Roma, in occasione degli Stati Generali della Filiera Horeca: presenteremo ufficialmente l’Università della Vendita e i suoi protagonisti e formatori.
Sprecare meno? Dipende anche da noi
Nel 2024 lo spreco alimentare in Italia è aumentato drasticamente: secondo il Rapporto Internazionale Waste Watcher, la crescita rispetto al 2023 è del 45,6 %. Ogni settimana, ogni persona getta nella spazzatura in media 683,3 grammi di cibo (contro i 469,4 grammi della rilevazione dell’agosto 2023).
Il valore complessivo dello spreco alimentare in Italia supera 13,15 miliardi di euro all’anno. Di questi, oltre 7,4 miliardi sono attribuibili allo spreco domestico, mentre circa 3,996 miliardi riguardano lo spreco nella distribuzione (compresa quella all’ingrosso). Lato consumatori, il costo dello spreco è stimato in circa 290 € annui per famiglia e 126 € pro capite ogni anno.
In termini di composizione, i prodotti più soggetti allo spreco sono quelli ortofrutticoli: frutta fresca (27,1 g pro capite a settimana), verdure (24,6 g), pane fresco (24,1 g), insalate (22,3 g) e tuberi come cipolle e aglio (20 g). Geograficamente esistono differenze: il Sud e il Centro presentano livelli di spreco superiori alla media nazionale (+9 %), mentre il Nord risulta leggermente più virtuoso. Nel 2024, rispetto al 2023, lo spreco domestico è cresciuto da 524,1 grammi settimanali a 566,3 grammi pro capite. Inoltre, l’incremento percentuale annuo dell’8,05 % indica che la tendenza è accelerata.
Per quanto riguarda il nostro canale, si stima che quasi 4 miliardi di euro di valore alimentare vengano sprecati lungo il canale distributivo (inclusi magazzini, trasporto, invenduti). Questo dato mette in luce come l’attività dei grossisti e dei distributori abbia un ruolo cruciale nel contenere perdite: ottimizzare ordini, stoccaggio, movimentazione e consegne può ridurre sensibilmente lo spreco di valore.
Come si può porre rimedio a tutto ciò?
Per esempio adottando:
-modelli più precisi di previsione
-migliori standard logistici
-migliori processi di recupero
Questo è essenziale non solo per motivi economici, ma anche per la sostenibilità complessiva della filiera.
Il nostro status, finalmente
Gli Stati Generali del 28 ottobre prossimo a Roma si presentano con una novità importantissima: la definizione giuridica “di operatori economici del settore HORECA introdotta dall’articolo 10 del “Disegno di legge annuale sulle piccole e medie imprese*”, in via progressiva di approvazione.
Questi gli ultimissimi aggiornamenti in merito, frutto dell’esame del ddl annuale per le Pmi da parte della Commissione 9 del Senato dei giorni scorsi: in riferimento all’articolo è stato accolto soltanto l’emendamento che chiarisce meglio il significato: da “operatore economico della distribuzione nel settore Hotellerie-Restaurant-Catering (HORECA)” a “operatore della distribuzione di prodotti alimentari nel settore HORECA»”.
Per quale motivo è così importante questo articolo?
In quanto segna un momento storico per il settore: non si limita a riconoscere la figura del distributore, ma disegna le fondamenta di un ecosistema integrato e strategico.
Infatti introduce per la prima volta nell´ordinamento italiano la definizione di “operatore della distribuzione di prodotti alimentari nel settore HORECA”: un distributore può essere formalmente riconosciuto come tale se almeno il 70% dei ricavi negli ultimi tre anni deriva dalla fornitura di prodotti alimentari e bevande a hotel, ristoranti, bar, pasticcerie e servizi di catering. Questo rappresenta un passaggio cruciale.
Fino a oggi, i distributori erano spesso percepiti come attori isolati, semplici canali di fornitura. Con il riconoscimento normativo, acquisiscono una identità ufficiale e riconosciuta, diventando protagonisti di una catena del valore che trascende il singolo operatore.
Una definizione di natura tecnica che va a perimetrare in maniera chiara il profilo della nostra categoria, a cui guardiamo con forte fiducia con la speranza che almeno la lettura in Senato possa concludersi entro gli Stati Generali.
L’articolo: “Ci eleva come categoria e come settore, dandoci un’identità specifica. Emergiamo finalmente dal sottobosco”, commenta soddisfatto per la fondamentale conquista Giuseppe Maria Arditi, Presidente dell’Associazione, che ha portato avanti la battaglia e che dopo due anni di Stati Generali può condividere il risultato in questa edizione.
In questo senso gli Stati Generali di ottobre 2025 saranno il momento nel quale ragionare fattivamente, partendo dall’upgrade di identità, su potenzialità economiche e ulteriori riconoscimenti generati dal nuovo status.
Chi vince la sfida delle ZTL?
La distribuzione urbana è una delle sfide più complesse per noi distributori Le zone a traffico limitato, i divieti per i veicoli più inquinanti, le restrizioni orarie e la carenza di spazi di carico e scarico rendono sempre più difficile garantire consegne rapide, puntuali e rispettose delle norme. L’“ultimo miglio” diventa così l’anello più delicato della catena logistica, quello dove si concentra la maggior parte delle criticità operative e dei costi aggiuntivi.
Eppure, proprio da qui stanno arrivando le soluzioni più innovative per conciliare le esigenze di mobilità urbana con quelle di un comparto che necessita di puntualità e continuità, soprattutto per i prodotti deperibili.
Una delle risposte più efficaci che si sta sviluppando è l’adozione di microhub urbani, piccoli centri logistici situati ai margini delle aree centrali che consentono di smistare le merci in prossimità del punto di consegna e di completare il trasporto con mezzi leggeri, elettrici o a basse emissioni. Questo modello riduce i tempi di percorrenza, limita l’impatto del traffico e consente di utilizzare veicoli compatibili con le norme ambientali più stringenti. In parallelo, si diffonde l’uso di cargo bike e veicoli elettrici di piccole dimensioni, in grado di accedere liberamente nelle ZTL e di muoversi agilmente anche nelle vie più strette dei centri storici, con vantaggi significativi in termini di flessibilità, sostenibilità e riduzione dei costi.
Chi pensa ai tempi di consegna?
Molte amministrazioni urbane prevedono finestre orarie dedicate al trasporto merci, spesso concentrate nelle prime ore del mattino, quando il traffico è più scorrevole e i vincoli sono meno rigidi. Programmare le consegne in queste fasce può migliorare l’efficienza e ridurre ritardi e sanzioni. Un ruolo crescente lo stanno assumendo anche le tecnologie digitali, che permettono di pianificare i percorsi in tempo reale, monitorare la disponibilità degli stalli di carico, gestire i permessi d’accesso e comunicare con le autorità urbane in modo automatizzato. Sensori, sistemi IoT e piattaforme di gestione aiutano a ottimizzare l’intera rete distributiva e a ridurre i chilometri percorsi a vuoto.
Solo insieme si vince
La collaborazione con le amministrazioni locali è un tassello imprescindibile. Solo con loro possiamo arrivare a definire in modo condiviso regole chiare per l’accesso dei veicoli merci, incentivi per i mezzi a basse emissioni e la realizzazione di infrastrutture dedicate.
La logistica dell’ultimo miglio sarà uno dei temi che noi di AGroDiPAB tratteremo in occasione degli Stati Generali della filiera Horeca che si terranno a Roma il 28 ottobre presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a partire dalle ore 10. L’evento è gratuito, previa registrazione. Invia la tua conferma di partecipazione a stati.generali@agrodipab.com
Trasporto Horeca: patente B e massa trasportabile
Trasporto Horeca: patente B e massa trasportabile
Ogni giorno il nostro canale si scontra con una barriera normativa che penalizza chi lavora con serietà nella distribuzione alimentare: il limite dei 3.500 kg previsto dal Codice della Strada per i veicoli guidabili con patente B.
Il problema è concreto: i mezzi coibentati o refrigerati, indispensabili per garantire la catena del freddo e la qualità dei prodotti, superano spesso questa soglia. Le conseguenze sono due: da una parte c’è il rischio concreto di incorrere in sanzioni anche quando si utilizzano mezzi indispensabili per lavorare, dall’altra ci sono vere e proprie limitazioni operative per le PMI che non dispongono di personale con patente C o CQC.
La nostra proposta, per ridare efficienza e sicurezza al settore, è:
-elevare il limite di massa dei veicoli Horeca a 4.250 kg, mantenendo la guida con patente B;
-introdurre una fattispecie specifica per i mezzi coibentati e refrigerati destinati alla distribuzione Horeca;
-uniformare le regole ai veicoli “green” (elettrici, GNC, GPL, idrogeno) già in deroga, così da garantire pari trattamento a tutte le imprese.
Perché è importante questa misura?
-maggiore efficienza logistica per le PMI;
-riduzione dei costi operativi e dei rischi legali;
-tutela della catena del freddo e dei prodotti italiani;
-semplificazione normativa e allineamento con la transizione sostenibile.
È tempo che, chi lavora nella distribuzione horeca, abbia regole pensate per la realtà quotidiana delle imprese.
Noi di AGroDiPAB stiamo portando avanti questa istanza: segui questa pagina per rimanere aggiornato.
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