Skip to main content
AGroDiPAB
Posts tagged:

agrodipab associazione

Nasce l’Osservatorio CRIBIS–AGroDiPAB Ho.Re.Ca.: sotto la lente la tenuta economica e finanziaria della filiera Ho.Re.Ca.

Conoscere lo stato di salute economica e finanziaria delle imprese, individuare tempestivamente i segnali di difficoltà e disporre di informazioni affidabili per orientare le strategie di sviluppo dell’intera filiera Ho.Re.Ca. Sono questi gli obiettivi dell’Osservatorio CRIBIS–AGroDiPAB Ho.Re.Ca., il nuovo strumento di analisi nato dalla collaborazione tra CRIBIS, società specializzata nelle informazioni commerciali e nella valutazione del rischio di credito, e AGroDiPAB Ho.Re.Ca.

L’iniziativa rappresenta un passo importante nel percorso intrapreso dalla nostra Associazione per:

-rafforzare la conoscenza del comparto, 

-promuovere una maggiore consapevolezza delle sue dinamiche economiche,

-contribuire alla tutela dell’equilibrio finanziario delle imprese che ne fanno parte.

La prima analisi, condotta su un perimetro di circa 727 mila imprese, restituisce l’immagine di una filiera sottoposta a pressioni significative, nella quale il rischio economico e i ritardi nei pagamenti costituiscono elementi di particolare attenzione.

I primi dati: rischio elevato e pagamenti in ritardo

Secondo le prime evidenze dell’Osservatorio, il 15,5% delle imprese Ho.Re.Ca. presenta un livello di rischio elevato, a fronte di una media nazionale del 10,3%. Una differenza di 5,2 punti percentuali che evidenzia una maggiore esposizione del comparto alle criticità economico-finanziarie rispetto al tessuto imprenditoriale italiano nel suo complesso.

Particolarmente significativo è il quadro relativo alla puntualità dei pagamenti. Soltanto il 22,4% delle imprese paga esattamente alla scadenza, mentre il 19,3% registra ritardi superiori ai 30 giorni e il 6,9% supera i 90 giorni.

Anche il settore dell’ingrosso presenta segnali di criticità, con una quota di ritardi gravi pari al 6,2%.

Sono indicatori che meritano un’attenta valutazione, soprattutto considerando il ruolo strategico della distribuzione Food & Beverage nel garantire continuità agli approvvigionamenti di bar, ristoranti, alberghi e altre attività del fuori casa.

I ritardi nei pagamenti, infatti, producono conseguenze che possono propagarsi lungo l’intera catena del valore. Per le imprese distributrici significano maggiori risorse immobilizzate nei crediti commerciali, una gestione più complessa della liquidità e una crescente necessità di monitorare l’affidabilità dei clienti. Per l’intera filiera rappresentano un fattore che può condizionare investimenti, programmazione e capacità di crescita.

Un Osservatorio per trasformare i dati in strumenti di tutela e sviluppo

La nascita dell’Osservatorio CRIBIS–AGroDiPAB Ho.Re.Ca. risponde all’esigenza di superare una lettura frammentata delle difficoltà del settore, mettendo a disposizione una base informativa strutturata sulla quale sviluppare analisi e riflessioni condivise.

Monitorare la tenuta economica e finanziaria della filiera significa contribuire a prevenire le situazioni di maggiore vulnerabilità, ma anche offrire agli imprenditori elementi utili per valutare il contesto nel quale operano.

La disponibilità di dati sul rischio e sui comportamenti di pagamento assume particolare rilevanza in uno scenario caratterizzato da incertezza economica, tensioni geopolitiche e trasformazioni dei consumi fuori casa.

𝐈 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐢 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐭𝐞𝐝𝐢̀ 𝟐𝟕 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐈𝐕 𝐄𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 Horeca, 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐢, a Roma. 
Per partecipare alla giornata è necessario cliccare qui.

By

Il Fuori Casa vale 102 miliardi e chiede una filiera più efficiente

Nei giorni scorsi la nostra Associazione ha partecipato a Roma al Forum del Largo Consumo 2026 promosso da Centromarca e IBC, che ha riunito imprese, distribuzione, agricoltura, consumatori e istituzioni attorno alle principali trasformazioni economiche e sociali che interessano il settore.

Particolarmente significativo, per quanto ci riguarda, lo spazio riservato ai trend, agli impatti e alle opportunità del Fuori Casa. Il dato di partenza dà la misura del fenomeno: la filiera del Largo Consumo genera complessivamente 600 miliardi di euro di giro d’affari, mentre il Fuori Casa ha raggiunto nel 2025 un valore di 102 miliardi di euro. Una dimensione che colloca l’Ho.Re.Ca. all’interno delle dinamiche economiche che riguardano l’intero sistema dei consumi e rende ancora più importante interrogarsi sulle condizioni necessarie per sostenerne la crescita.

Il Forum ha evidenziato anche come la spesa Fuori Casa presenti differenze significative tra Nord e Sud e tra diverse fasce di reddito, all’interno di uno scenario nel quale stanno cambiando contemporaneamente demografia, stili di vita, capacità di spesa e occasioni di consumo.

Leggere questi cambiamenti significa riportare l’attenzione sull’intera Filiera Ho.Re.Ca. e sulle condizioni che possono consentirle di creare maggiore valore. Qualità, valore dei prodotti e legame con il territorio rappresentano alcune delle leve sulle quali lavorare, ma all’interno di questa prospettiva occorre riconoscere pienamente anche il ruolo della distribuzione specializzata Ho.Re.Ca., uno degli snodi essenziali attraverso i quali i prodotti raggiungono ogni giorno ristoranti, bar, hotel, pizzerie, pasticcerie e attività del Fuori Casa.

È qui che la riflessione sul valore economico del comparto incontra una delle questioni sulle quali stiamo concentrando da tempo la nostra attività istituzionale: la logistica dell’ultimo miglio e la logistica di prossimità.

Il tema è già stato portato dall’Associazione all’attenzione del Tavolo Agroindustria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme alla proposta di un Protocollo nazionale per la logistica di prossimità.

La capacità della Filiera Ho.Re.Ca. di crescere passa infatti anche dalla possibilità di superare i limiti che oggi gravano sulla rete distributiva e di riconoscere il valore di un sistema che collega produzione, distribuzione e punti di consumo.

Il confronto proseguirà il prossimo 27 ottobre, in occasione della IV Edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., quando porteremo nuovamente al centro dell’attenzione questi temi.

L’invito è aperto a tutti coloro che desiderano diventare protagonisti attivi del futuro della distribuzione Ho.Re.Ca.. 

Per partecipare è necessario scrivere a segreteria@agrodipab.com per poi ricevere tutte le informazioni necessarie. 

By

FILIERA HORECA, CRESCE L’ALLARME SU RISCHIO E TEMPI DI PAGAMENTO

L’Osservatorio CRIBIS–AGRODIPAB fotografa una filiera sotto pressione: nell’HoReCa un’impresa su sei presenta un rischio elevato e solo il 22,4% paga puntualmente. I dati completi saranno presentati il 27 ottobre a Roma.

Roma, 6 ottobre 2026 – Aumentano i ritardi nei pagamenti e cresce la vulnerabilità finanziaria delle imprese HoReCa. È quanto emerge dal nuovo Osservatorio CRIBIS–AGRODIPAB, realizzato per monitorare lo stato di salute economica della filiera Food & Beverage.

I dati anticipano alcuni dei temi che saranno al centro della IV edizione degli Stati Generali della Filiera HoReCa, in programma il 27 ottobre a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un’impresa HoReCa su sei è ad alto rischio

Il dato più significativo riguarda la rischiosità delle imprese: nell’HoReCa la quota di aziende con un livello di rischio elevato raggiunge il 15,5%, contro una media nazionale del 10,3%.

Preoccupa anche la puntualità nei pagamenti. Nell’HoReCa solo il 22,4% delle imprese paga alla scadenza, mentre nel commercio al dettaglio la percentuale si ferma al 23,5%.

Aumentano anche i ritardi più importanti: il 19,3% delle imprese HoReCa paga oltre i 30 giorni e il 6,9% supera i 90 giorni di ritardo.

Una situazione che coinvolge progressivamente tutta la filiera. Anche nell’ingrosso i ritardi superiori ai 90 giorni salgono al 6,2%, con conseguenze che rischiano di propagarsi lungo l’intera catena di fornitura.

Un mercato da 727 mila imprese

Il report CRIBIS–AGRODIPAB analizza un comparto composto da circa 727 mila imprese, quasi due terzi delle quali appartenenti al mondo HoReCa.

Lo studio approfondisce anche l’evoluzione dell’imprenditoria giovanile e femminile, le forme societarie e alcuni fattori decisivi per la competitività futura del settore, dalla digitalizzazione all’innovazione fino all’internazionalizzazione.

I dati completi saranno presentati durante gli Stati Generali della Filiera HoReCa del 27 ottobre.

Il 27 ottobre il confronto con istituzioni e imprese

La crescente pressione sulla liquidità rende sempre più urgente un confronto tra tutti gli attori della filiera.

La IV edizione degli Stati Generali riunirà istituzioni, distribuzione e produzione con l’obiettivo di individuare strumenti concreti per sostenere il credito, ridurre il rischio commerciale e tutelare la crescita delle imprese.

L’appuntamento sarà anche l’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni una fotografia aggiornata del settore e trasformare i numeri dell’Osservatorio in proposte concrete per il futuro della filiera HoReCa.

Per informazioni e richieste di intervista

AGRODIPAB

Email: segreteria@agrodipab.com

By

Martedì 6 ottobre alle 18 Speciale Diretta on line 

In occasione della IV Edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca. che si terranno a Roma il prossimo 27 ottobre, la nostra Associazione ha pensato di organizzare un momento di incontro per fare il punto della situazione, raccontare e raccontarci dove siamo arrivati e declinare quali sono i nostri obiettivi futuri. Lo faremo in occasione di un appuntamento importante on line, che ti invitiamo a seguire martedì 6 ottobre alle ore 18. La giornalista Elena Giordano modererà infatti la diretta “Il futuro della Filiera Ho.Re.Ca. – IV Edizione degli Stati Generali”. Potrai partecipare seguendo la diretta on line sui canali social Facebook, Linkedin e YouTube di AGroDiPAB Ho.Re.Ca.

Interverranno:

-Giuseppe Arditi, Presidente di AGroDiPAB Ho.Re.Ca.

-Carmela Cassese, Consigliere Affari Istituzionali AGroDiPAB Ho.Re.Ca.

-Paolo Uberti, Presidente Unionalimentari-CONFAPI

-Carlo De Regibus, Consulente Mobilità settore Ho.Re.Ca. Franger

-Giorgio Donegani, Presidente IIAS Istituto Italiano Alimenti Surgelati 

La nostra Associazione, è bene ricordarlo:

-è l’unica rappresentanza di Distribuzione Ho.Re.Ca. ad avere un’interlocuzione attiva a livello ministeriale sui principali dossier del comparto
-coordina il gruppo di lavoro Distribuzione Horeca del Tavolo Agroindustria al MIMIT
-All’interno del Tavolo Agroindustria siamo membri del gruppo di lavoro “Implementazione Politica Industriale” e “DDT Elettronico” ai quali 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚
-La dottoressa Cassese, oltre a curare le relazioni politiche, 𝐫𝐞𝐝𝐢𝐠𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐦𝐞𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞𝐩𝐫𝐨𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 ed è figura assolutamente qualificata.


Ogni anno a Roma gli “𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐇𝐨𝐑𝐞𝐂𝐚” quest’anno alla quarta edizione, 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 per lavorare su un unico obiettivo: ridurre le criticità della nostra filiera e farla prosperare in modo sano.
𝐈 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 sono merito dell’impegno di tutti: vogliamo essere sempre di più, anche con il tuo contributo.


Segui tu la diretta martedì 6 Ottobre, ore 18:00.

Se vuoi associarti, scrivi a segreteria@agrodipab.com

By

Sugar Tax, serve una strada diversa

La Sugar Tax torna al centro del confronto tra imprese e istituzioni e anche la nostra Associazione è direttamente coinvolta nei ragionamenti correlati: quali conseguenze produce una nuova imposta lungo la filiera del fuori casa?

Se aumenta il costo per l’industria, l’effetto non si ferma alla produzione. Arriva alla distribuzione, passa attraverso bar, ristoranti e hotel e incontra, alla fine del percorso, un consumatore che sta già facendo i conti con una riduzione del proprio potere d’acquisto.

È su questo terreno che AGroDiPAB Ho.Re.Ca. sostiene da tempo la necessità di superare la Sugar Tax e di individuare strumenti diversi per perseguire gli obiettivi di salute pubblica.

L’Associazione ha portato questa posizione anche al confronto promosso da Assobibe-Confindustria a Palazzo Firenze, a Roma, dedicato agli effetti della Sugar Tax e di ulteriori imposizioni fiscali sulla crescita delle imprese. Era presente Carmela Cassese, Consigliere per gli Affari Istituzionali, che prosegue il lavoro di rappresentanza che l’Associazione conduce nei luoghi in cui vengono affrontati temi con ricadute dirette sulla distribuzione e sull’Ho.Re.Ca.

Nel corso dell’incontro, Alessandro Fontana, Direttore del Centro Studi Confindustria, ha richiamato alcuni numeri: ad agosto 2026 i prezzi delle materie prime alimentari risultavano in crescita dell’11,5% su base annua, quelli dei metalli del 32,9%; a settembre il gas TTF ha raggiunto i 77 euro/MWh e l’inflazione è risalita al 3,3%: la pressione sui costi sta già attraversando già l’intero sistema produttivo.

Visto dal nostro osservatorio, lo scenario ha una caratteristica particolare. Le imprese si trovano infatti esattamente nel mezzo: acquistano da produttori che devono sostenere maggiori costi e vendono a pubblici esercizi che, a loro volta, hanno margini limitati per trasferire gli aumenti sui prezzi finali. Ogni ulteriore incremento deve quindi trovare qualcuno disposto – o in grado – di assorbirlo: per questo crediamo che la Sugar Tax sia una questione che riguarda un alveo allargatissimo di stakeholder.

Se una nuova imposizione modifica il prezzo di acquisto, può incidere sulle condizioni praticate alla distribuzione, sui listini destinati all’Ho.Re.Ca. e, in ultima analisi, sulle scelte del consumatore: è necessario valutare ogni intervento fiscale guardando all’intera catena e agli effetti che può produrre sui diversi operatori.

Anche sul fronte della salute il mercato sta cambiando. Le aziende stanno investendo nella riformulazione delle ricette, nella riduzione degli zuccheri e nell’ampliamento dell’offerta. È una trasformazione che può essere accompagnata e accelerata favorendo innovazione e ricerca e rafforzando contemporaneamente prevenzione, educazione alimentare e trasparenza verso il consumatore. Ci pare una direzione intelligente e interessante: creare le condizioni perché industria, distribuzione e pubblici esercizi possano accompagnare l’evoluzione dei consumi senza aggiungere nuova pressione a una filiera già esposta all’aumento dei costi.

Crediamo che parlare di singola tassa sia riduttivo e fuorviante. Dobbiamo occuparci tutti insieme di studiare un metodo con cui accompagnare il cambiamento del mercato e dei consumi. Come Associazione sosteniamo innovazione, responsabilità delle imprese, cultura alimentare e confronto con le istituzioni, sempre salvaguardando competitività, crescita e lavoro lungo tutta la filiera del fuori casa.

Diventa protagonista anche tu del cambiamento, associati scrivendo a segreteria@agrodipab.com

By

Abbiamo un problema: il cliente finale 

Partiamo da tre numeri.

Secondo il Rapporto Coop 2026 pubblicato la scorsa settimana, il 62% degli italiani dichiara di aver ridotto la convivialità fuori casa. 

Tra chi l’ha ridotta, il 66% indica nelle difficoltà economiche una delle ragioni di questa scelta. 

E il 38% considera il cibo pronto del supermercato una valida alternativa al ristorante.

Un altro dato: dal 2019 le vendite alimentari destinate al consumo domestico sono cresciute del 5,6% a volume. Nei prossimi mesi il 21% delle famiglie pensa di aumentare la spesa alimentare domestica, mentre l’8% prevede di ridurla.

Il cibo, quindi, resta centrale. È la destinazione di una parte della spesa che sta cambiando.

Se diminuisce la frequenza del fuori casa, l’effetto percorre tutta la filiera: meno coperti significano minori rotazioni, ordini potenzialmente più piccoli e una maggiore incidenza dei costi logistici.

La tua organizzazione è ancora coerente con il mercato che hai davanti?

4 analisi/ottimizzazioni per comprenderlo

Misura il margine per servizio e non soltanto quello sul prodotto. Una referenza può essere redditizia e la sua consegna molto meno. Metti insieme valore dell’ordine, margine, chilometri percorsi, frequenza delle consegne, condizioni commerciali e tempi di pagamento. Devi sapere quanto ti rimane realmente dopo aver portato quell’ordine fino alla porta del cliente.

Lavora sulla densità logistica: guarda fatturato e margine per giro, valore medio per fermata, saturazione dei mezzi e chilometri percorsi. E fai simulazioni: quanto recupereresti aumentando del 10% il valore medio scaricato a ogni fermata? Quanto incidono i chilometri improduttivi? 

C’è poi il magazzino. Dividi l’assortimento per rotazione, marginalità e funzione strategica. Ogni referenza lenta assorbe spazio e capitale. 

Usa inoltre gli ordini come sistema di allerta. Una riduzione progressiva del valore medio, maggiore frammentazione, spostamento verso referenze più economiche, richieste di dilazione o pagamenti che rallentano possono anticipare una difficoltà del cliente. 

Trasforma gli ordini in intelligence di mercato. Costruisci un cruscotto mensile con poche variabili e confrontale nel tempo. Il dato Coop del 62% diventa davvero utile quando puoi chiederti: lo sto vedendo anche nei miei clienti? Dove? Con quale intensità?

Infine guarda a quel 38% di italiani che considera il pronto del supermercato una valida alternativa al ristorante.

È un dato strategico perché suggerisce che i confini tra i canali stanno diventando più permeabili. Gdo, delivery, ready-to-eat: tutti competiamo per la stessa occasione di consumo.

La domanda allora diventa: dobbiamo continuare a ragionare soltanto per canale o iniziare a ragionare anche per occasioni di consumo?

Colazione, pranzo veloce, aperitivo, cena e snack possono ormai essere soddisfatti in modi diversi. Capire dove si sposta il consumatore può orientare categorie, investimenti e nuovi mercati.

Se la tendenza a restare a casa per pranzi e cene continuasse per altri tre anni, cosa dovremmo cambiare oggi nella nostra azienda?

Riusciamo a prevederlo o dobbiamo aspettare che sia il magazzino a dircelo?

Forse è opportuno iniziare adesso a capire dove arriverà sul nostro conto economico.

Il mondo sta cambiando, noi dobbiamo governare il cambiamento insieme. Diventa socio anche tu, scrivi a segreteria@agrodipab.com

By

Quanto ti costa consegnare una cassa al cliente? 

I nuovi dati ISTAT pubblicati ai primi di settembre segnalano un’accelerazione significativa dei prezzi dei servizi alle imprese. 

-Trasporto e magazzinaggio crescono del 7% in un anno.

-Trasporto merci su strada registra +3,4% nel secondo trimestre. 

Questa dinamica tocca uno degli elementi strutturali del nostro modello economico: portare ogni giorno prodotti e servizio fino alla porta del cliente.

Il dato acquista ancora più peso osservando la velocità del cambiamento. Nel primo trimestre la crescita annua dei prezzi di trasporto e magazzinaggio era pari al 2,2%. Nel secondo trimestre arriva al 7%. ISTAT parla infatti di una dinamica “in netta accelerazione”.

Il nostro settore ha costruito una parte importante della sua forza sulla capillarità (frequenza, precisione e flessibilità). Oggi questa caratteristica ci “pesa”, sempre di più.

Un ordine consegnato dentro un giro ad alta densità e un ordine dello stesso valore destinato a un cliente geograficamente isolato producono fatturati identici, mentre richiedono quantità differenti di chilometri, tempo, mezzo e organizzazione. Lo stesso accade con la frequenza. L’intera catena del valore sta subendo una pressione importante, occorre tenerne conto. 

Il tutto emerge in una fase economica nella quale i prezzi dei servizi B2B stanno accelerando nel loro complesso: +4,3% su base annua nel secondo trimestre, dal +2,7% del trimestre precedente. 

Da una parte una componente fondamentale del servizio sta acquisendo un peso crescente; dall’altra mercato e clienti chiedono efficienza, tempestività e qualità.

Il +3,4% del trasporto merci su strada è la variabile inaspettata che da adesso in poi entra a gamba tesa nella definizione della qualità del fatturato. A parità di fatturato, aumenta il costo necessario per servire il cliente e si riduce la redditività della consegna. Più il costo logistico cresce, più margine assorbe. È un dato macroeconomico che arriva dritto sul tuo conto economico.

La forza della distribuzione italiana resta la capacità di essere vicina al cliente, conoscerlo, raggiungerlo e accompagnarne l’attività; parliamo di un patrimonio costruito sul territorio in anni di lavoro che di sicuro non possiamo abbandonare, essendo parte del nostroDna.

I dati appena pubblicati aggiungono un elemento importante a questa fotografia: quella vicinanza ha un valore enorme e, contemporaneamente, un costo sempre più significativo.

Due idee veloci per cercare di superare l’impasse: 

-Aumentare la densità dei giri: più valore consegnato per chilometro significa maggiore capacità di assorbire l’aumento dei costi logistici. Ma è fattibile?

-Lavorare sul valore medio della consegna: concentrare più fatturato e margine in ogni fermata migliora la redditività del servizio. Ma è fattibile?

Ragionare in solitudine su queste problematiche può essere molto complesso: entra nel nostro network, siamo qui per questo, diventa socio di AGroDiPAB Ho.Re.Ca. scrivi a segreteria@agrodipab.com  

Fonte: ISTAT, “Prezzi alla produzione dei servizi – II trimestre 2026”, 2 settembre 2026.

By

Il costo invisibile del “Lo sa Mario”

In ciascuna delle nostre imprese viene periodicamente pronunciata una frase che sembra di poco conto, in verità fa uscire allo scoperto una debolezza organizzativa: ”Lo sa Mario”.

Può riferirsi a un cliente storico, a una procedura interna, a una trattativa commerciale, a una particolare modalità di consegna o alla soluzione di un problema che nessun altro conosce, poco importa, finché Mario è in ufficio, tutto funziona. Quando è in ferie, cambia mansione o lascia l’azienda… si salvi chi più.

Il fenomeno – paradossale – è persino ben diffuso – Secondo il Global Knowledge 2025 Report di Panopto, i lavoratori impiegano mediamente 8,2 ore alla settimana per cercare informazioni necessarie a svolgere la propria attività. Un tempo che sottrae risorse alla produttività e che spesso deriva dalla difficoltà di reperire conoscenze già presenti all’interno dell’organizzazione.

Dove finiscono le tue informazioni?

Ogni giorno commerciali, tecnici, buyer, addetti al customer service, responsabili di magazzino e autisti raccolgono informazioni preziose. Conoscono le abitudini dei clienti, le preferenze di acquisto, le esigenze logistiche, le criticità delle consegne, le caratteristiche dei prodotti e le soluzioni adottate per risolvere problemi specifici.

Quando queste informazioni rimangono esclusivamente nella memoria di chi le ha acquisite, restano lì: non arrivano né a te imprenditore né ai tuoi team. 

Come far nascere il patrimonio organizzativo

Le imprese più competitive stanno progressivamente passando da Mario a Mario Digitalizzato, attraverso procedure condivise, banche dati aggiornate, report delle visite commerciali, istruzioni operative, archivi digitali e momenti strutturati di confronto, con benefici spalmati dall’appuntamento telefonico all’ultima voce del fatturato. 

Ridurre la dipendenza dalle singole persone significa accelerare l’inserimento dei nuovi collaboratori, limitare gli errori, rendere più rapide le decisioni e offrire ai clienti risposte coerenti, indipendentemente dall’interlocutore con cui entrano in contatto: in una parola, solo vantaggi. 

La gestione della conoscenza…

…Sì, è una leva strategica e organizzativa e no, non è di pertinenza solo delle multinazionali: riguarda  qualunque impresa voglia crescere mantenendo qualità del servizio e continuità operativa.

La domanda da porsi, anche se siamo ancora in estate e la mente è più leggera è: se domani una delle persone più esperte della tua azienda fosse assente per un lungo periodo, quanto del suo patrimonio professionale rimarrebbe realmente a disposizione dell’organizzazione?

La risposta misura la capacità dell’impresa di trasformare l’esperienza individuale in valore collettivo, costruendo un’organizzazione capace di affrontare il futuro con maggiore solidità e resilienza.

Segui le iniziative che abbiamo in essere per l’autunno, rimani aggiornati, associati anche tu, scrivi a segreteria@agrodipab.com

By

Cabina di Regia sui controlli agroalimentari: i numeri che ci interessano 

La Cabina di Regia sui controlli agroalimentari è l’organismo istituito presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) per coordinare l’attività di tutti gli enti che svolgono controlli lungo la filiera agroalimentare.

La sua funzione è semplice ma strategica: evitare che ogni amministrazione operi in modo isolato e costruire un sistema nel quale informazioni, banche dati e attività ispettive vengano condivise.

Ne fanno parte, tra gli altri, ICQRF, Carabinieri (CUFAA e NAS), Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, AGEA (Agecontrol) e Polizia di Stato.

Con la Legge sulla Tutela Agroalimentare, approvata il 15 aprile 2026, la Cabina di Regia è diventata una struttura permanente, con il compito di pianificare i controlli sulla base dell’analisi del rischio, migliorare la tracciabilità dei prodotti agroalimentari, rafforzare il contrasto alle frodi e ridurre le duplicazioni ispettive a carico delle imprese.

Come dichiarato dal Ministro Francesco Lollobrigida, l’obiettivo è concentrare le risorse sui fenomeni realmente critici, evitando che gli imprenditori che operano correttamente siano sottoposti a verifiche ripetitive da parte di amministrazioni diverse.

Perché è un cambiamento importante anche per la distribuzione Ho.Re.Ca.?

I dati diffusi dal MASAF mostrano che tra il 2021 e il 2025 i controlli sono aumentati del 25,7%, passando da 251.659 a 315.308. Parallelamente, i controlli congiunti – quelli realizzati da almeno due enti contemporaneamente – sono cresciuti del 93%, passando da 1.127 nel 2023 a 2.174 nel 2025. 

In altre parole, tre vantaggi per noi:

Il primo è la riduzione delle sovrapposizioni. Attraverso il RUCI (Registro Unico dei Controlli Ispettivi) gli enti verificano le attività già svolte, evitando che la stessa impresa venga controllata ripetutamente per gli stessi aspetti. Nel 2025 sono stati registrati oltre 30.000 controlli nel sistema, mentre gli accessi al Registro hanno superato quota 60.000, segno di un utilizzo ormai consolidato.

Il secondo riguarda una maggiore tutela della concorrenza leale. L’analisi preventiva dei dati rende più efficace l’individuazione delle situazioni a rischio. Non a caso, nel 2025 il CUFAA ha rilevato irregolarità in oltre il 50% delle attività controllate, contro circa un terzo nel 2021. L’aumento non indica una crescita delle frodi, ma una migliore capacità di indirizzare i controlli verso gli operatori più esposti.

Il terzo vantaggio interessa direttamente tutta la filiera Ho.Re.Ca.: il Piano Operativo dei Controlli 2026 rafforza le verifiche sui prodotti importati attraverso controlli mirati nei porti e nei valichi di confine, con particolare attenzione alla tracciabilità, alla sicurezza alimentare, ai residui di pesticidi, al benessere animale e al rispetto del principio di reciprocità negli scambi internazionali.

Tutti noi imprenditori della distribuzione, unitamente ai clienti, possiamo finalmente contare su un sistema di vigilanza orientato non solo a reprimere le frodi, ma anche a rafforzare la qualità e l’affidabilità dell’intera filiera.

Fonte: Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), Prima riunione della Cabina di Regia sui prodotti agroalimentari e presentazione del Piano Operativo dei Controlli 2026.

Resta aggiornato e diventa protagonista attivo della filiera, associati, scrivi a segreteria@agrodipab.com

By

Il magazzino detronizzato da un nuovo protagonista 

Quando un ristorante riceve una consegna in ritardo, il problema sembra riguardare il distributore.

Quando un hotel deve modificare il menu perché una referenza non è arrivata nei tempi previsti, la responsabilità ricade apparentemente sulla logistica.

Quando un bar aspetta un prodotto indispensabile per affrontare il fine settimana, il cliente vede un solo interlocutore: il proprio fornitore.

E se l’origine del problema fosse altrove, per esempio nella qualità delle infrastrutture?

Esiste una variabile, nel nostro modo di concepire il business, che continua a rimanere sullo sfondo: la capacità di un Paese di far muovere merci in modo efficiente.

È un aspetto che riguarda da vicino la distribuzione Ho.Re.Ca., perché poche filiere dipendono dalla puntualità delle consegne quanto quella alimentare. Bar, ristoranti e hotel lavorano con tempi sempre più ridotti, ordini frequenti e magazzini essenziali. Ogni rallentamento della rete logistica si trasforma rapidamente in un problema operativo per migliaia di imprese.

Una recente ricerca di McKinsey & Company aiuta a comprendere la dimensione del fenomeno: negli ultimi 25 anni la domanda di mobilità in Europa è cresciuta molto più rapidamente rispetto allo sviluppo delle infrastrutture. In altre parole, persone e merci si muovono sempre di più su una rete che non si è evoluta con la stessa velocità.

È uno squilibrio destinato ad accentuarsi.

Secondo McKinsey, tra il 2026 e il 2040 saranno necessari circa 10.000 miliardi di euro di investimenti per adeguare il sistema infrastrutturale europeo. Una cifra che deriva da tre fenomeni destinati a procedere contemporaneamente: l’invecchiamento delle infrastrutture esistenti, la transizione energetica e la progressiva digitalizzazione delle reti di trasporto.

Un sistema più intelligente per tutti 

Le infrastrutture del futuro dovranno essere in grado di dialogare con i mezzi di trasporto, con i sistemi di gestione delle flotte, con i magazzini automatizzati e con le piattaforme digitali che organizzano i flussi delle merci.

È un cambiamento che modifica profondamente anche il ruolo della distribuzione, dove per anni l’efficienza è stata misurata quasi esclusivamente all’interno dell’azienda: organizzazione del magazzino, produttività delle flotte, capacità commerciale. Oggi una parte crescente della competitività dipende da fattori esterni, non controllabili. 

La distribuzione alimentare non può permettersi interruzioni prolungate, ritardi sistematici o inefficienze diffuse. La puntualità della consegna è una componente essenziale del funzionamento della ristorazione italiana.

Per questo motivo parlare oggi di infrastrutture significa parlare di politica industriale.

Significa interrogarsi sulla capacità dell’Europa e dell’Italia di accompagnare la crescita di una filiera che ogni giorno garantisce l’approvvigionamento di centinaia di migliaia di pubblici esercizi.

Possiamo avere il magazzino migliore del mondo, ma la garanzia del successo del nostro lavoro non è solo nelle nostre mani… 

Resta aggiornato e diventa protagonista della filiera, associati, scrivi a segreteria@agrodipab.com

By