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giuseppe arditi presidente agrodipab

Il Fuori Casa vale 102 miliardi e chiede una filiera più efficiente

Nei giorni scorsi la nostra Associazione ha partecipato a Roma al Forum del Largo Consumo 2026 promosso da Centromarca e IBC, che ha riunito imprese, distribuzione, agricoltura, consumatori e istituzioni attorno alle principali trasformazioni economiche e sociali che interessano il settore.

Particolarmente significativo, per quanto ci riguarda, lo spazio riservato ai trend, agli impatti e alle opportunità del Fuori Casa. Il dato di partenza dà la misura del fenomeno: la filiera del Largo Consumo genera complessivamente 600 miliardi di euro di giro d’affari, mentre il Fuori Casa ha raggiunto nel 2025 un valore di 102 miliardi di euro. Una dimensione che colloca l’Ho.Re.Ca. all’interno delle dinamiche economiche che riguardano l’intero sistema dei consumi e rende ancora più importante interrogarsi sulle condizioni necessarie per sostenerne la crescita.

Il Forum ha evidenziato anche come la spesa Fuori Casa presenti differenze significative tra Nord e Sud e tra diverse fasce di reddito, all’interno di uno scenario nel quale stanno cambiando contemporaneamente demografia, stili di vita, capacità di spesa e occasioni di consumo.

Leggere questi cambiamenti significa riportare l’attenzione sull’intera Filiera Ho.Re.Ca. e sulle condizioni che possono consentirle di creare maggiore valore. Qualità, valore dei prodotti e legame con il territorio rappresentano alcune delle leve sulle quali lavorare, ma all’interno di questa prospettiva occorre riconoscere pienamente anche il ruolo della distribuzione specializzata Ho.Re.Ca., uno degli snodi essenziali attraverso i quali i prodotti raggiungono ogni giorno ristoranti, bar, hotel, pizzerie, pasticcerie e attività del Fuori Casa.

È qui che la riflessione sul valore economico del comparto incontra una delle questioni sulle quali stiamo concentrando da tempo la nostra attività istituzionale: la logistica dell’ultimo miglio e la logistica di prossimità.

Il tema è già stato portato dall’Associazione all’attenzione del Tavolo Agroindustria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme alla proposta di un Protocollo nazionale per la logistica di prossimità.

La capacità della Filiera Ho.Re.Ca. di crescere passa infatti anche dalla possibilità di superare i limiti che oggi gravano sulla rete distributiva e di riconoscere il valore di un sistema che collega produzione, distribuzione e punti di consumo.

Il confronto proseguirà il prossimo 27 ottobre, in occasione della IV Edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., quando porteremo nuovamente al centro dell’attenzione questi temi.

L’invito è aperto a tutti coloro che desiderano diventare protagonisti attivi del futuro della distribuzione Ho.Re.Ca.. 

Per partecipare è necessario scrivere a segreteria@agrodipab.com per poi ricevere tutte le informazioni necessarie. 

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FILIERA HORECA, CRESCE L’ALLARME SU RISCHIO E TEMPI DI PAGAMENTO

L’Osservatorio CRIBIS–AGRODIPAB fotografa una filiera sotto pressione: nell’HoReCa un’impresa su sei presenta un rischio elevato e solo il 22,4% paga puntualmente. I dati completi saranno presentati il 27 ottobre a Roma.

Roma, 6 ottobre 2026 – Aumentano i ritardi nei pagamenti e cresce la vulnerabilità finanziaria delle imprese HoReCa. È quanto emerge dal nuovo Osservatorio CRIBIS–AGRODIPAB, realizzato per monitorare lo stato di salute economica della filiera Food & Beverage.

I dati anticipano alcuni dei temi che saranno al centro della IV edizione degli Stati Generali della Filiera HoReCa, in programma il 27 ottobre a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un’impresa HoReCa su sei è ad alto rischio

Il dato più significativo riguarda la rischiosità delle imprese: nell’HoReCa la quota di aziende con un livello di rischio elevato raggiunge il 15,5%, contro una media nazionale del 10,3%.

Preoccupa anche la puntualità nei pagamenti. Nell’HoReCa solo il 22,4% delle imprese paga alla scadenza, mentre nel commercio al dettaglio la percentuale si ferma al 23,5%.

Aumentano anche i ritardi più importanti: il 19,3% delle imprese HoReCa paga oltre i 30 giorni e il 6,9% supera i 90 giorni di ritardo.

Una situazione che coinvolge progressivamente tutta la filiera. Anche nell’ingrosso i ritardi superiori ai 90 giorni salgono al 6,2%, con conseguenze che rischiano di propagarsi lungo l’intera catena di fornitura.

Un mercato da 727 mila imprese

Il report CRIBIS–AGRODIPAB analizza un comparto composto da circa 727 mila imprese, quasi due terzi delle quali appartenenti al mondo HoReCa.

Lo studio approfondisce anche l’evoluzione dell’imprenditoria giovanile e femminile, le forme societarie e alcuni fattori decisivi per la competitività futura del settore, dalla digitalizzazione all’innovazione fino all’internazionalizzazione.

I dati completi saranno presentati durante gli Stati Generali della Filiera HoReCa del 27 ottobre.

Il 27 ottobre il confronto con istituzioni e imprese

La crescente pressione sulla liquidità rende sempre più urgente un confronto tra tutti gli attori della filiera.

La IV edizione degli Stati Generali riunirà istituzioni, distribuzione e produzione con l’obiettivo di individuare strumenti concreti per sostenere il credito, ridurre il rischio commerciale e tutelare la crescita delle imprese.

L’appuntamento sarà anche l’occasione per portare all’attenzione delle istituzioni una fotografia aggiornata del settore e trasformare i numeri dell’Osservatorio in proposte concrete per il futuro della filiera HoReCa.

Per informazioni e richieste di intervista

AGRODIPAB

Email: segreteria@agrodipab.com

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Martedì 6 ottobre alle 18 Speciale Diretta on line 

In occasione della IV Edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca. che si terranno a Roma il prossimo 27 ottobre, la nostra Associazione ha pensato di organizzare un momento di incontro per fare il punto della situazione, raccontare e raccontarci dove siamo arrivati e declinare quali sono i nostri obiettivi futuri. Lo faremo in occasione di un appuntamento importante on line, che ti invitiamo a seguire martedì 6 ottobre alle ore 18. La giornalista Elena Giordano modererà infatti la diretta “Il futuro della Filiera Ho.Re.Ca. – IV Edizione degli Stati Generali”. Potrai partecipare seguendo la diretta on line sui canali social Facebook, Linkedin e YouTube di AGroDiPAB Ho.Re.Ca.

Interverranno:

-Giuseppe Arditi, Presidente di AGroDiPAB Ho.Re.Ca.

-Carmela Cassese, Consigliere Affari Istituzionali AGroDiPAB Ho.Re.Ca.

-Paolo Uberti, Presidente Unionalimentari-CONFAPI

-Carlo De Regibus, Consulente Mobilità settore Ho.Re.Ca. Franger

-Giorgio Donegani, Presidente IIAS Istituto Italiano Alimenti Surgelati 

La nostra Associazione, è bene ricordarlo:

-è l’unica rappresentanza di Distribuzione Ho.Re.Ca. ad avere un’interlocuzione attiva a livello ministeriale sui principali dossier del comparto
-coordina il gruppo di lavoro Distribuzione Horeca del Tavolo Agroindustria al MIMIT
-All’interno del Tavolo Agroindustria siamo membri del gruppo di lavoro “Implementazione Politica Industriale” e “DDT Elettronico” ai quali 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚
-La dottoressa Cassese, oltre a curare le relazioni politiche, 𝐫𝐞𝐝𝐢𝐠𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐦𝐞𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞𝐩𝐫𝐨𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐥𝐞𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 ed è figura assolutamente qualificata.


Ogni anno a Roma gli “𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐇𝐨𝐑𝐞𝐂𝐚” quest’anno alla quarta edizione, 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 per lavorare su un unico obiettivo: ridurre le criticità della nostra filiera e farla prosperare in modo sano.
𝐈 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐨 sono merito dell’impegno di tutti: vogliamo essere sempre di più, anche con il tuo contributo.


Segui tu la diretta martedì 6 Ottobre, ore 18:00.

Se vuoi associarti, scrivi a segreteria@agrodipab.com

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Sugar Tax, serve una strada diversa

La Sugar Tax torna al centro del confronto tra imprese e istituzioni e anche la nostra Associazione è direttamente coinvolta nei ragionamenti correlati: quali conseguenze produce una nuova imposta lungo la filiera del fuori casa?

Se aumenta il costo per l’industria, l’effetto non si ferma alla produzione. Arriva alla distribuzione, passa attraverso bar, ristoranti e hotel e incontra, alla fine del percorso, un consumatore che sta già facendo i conti con una riduzione del proprio potere d’acquisto.

È su questo terreno che AGroDiPAB Ho.Re.Ca. sostiene da tempo la necessità di superare la Sugar Tax e di individuare strumenti diversi per perseguire gli obiettivi di salute pubblica.

L’Associazione ha portato questa posizione anche al confronto promosso da Assobibe-Confindustria a Palazzo Firenze, a Roma, dedicato agli effetti della Sugar Tax e di ulteriori imposizioni fiscali sulla crescita delle imprese. Era presente Carmela Cassese, Consigliere per gli Affari Istituzionali, che prosegue il lavoro di rappresentanza che l’Associazione conduce nei luoghi in cui vengono affrontati temi con ricadute dirette sulla distribuzione e sull’Ho.Re.Ca.

Nel corso dell’incontro, Alessandro Fontana, Direttore del Centro Studi Confindustria, ha richiamato alcuni numeri: ad agosto 2026 i prezzi delle materie prime alimentari risultavano in crescita dell’11,5% su base annua, quelli dei metalli del 32,9%; a settembre il gas TTF ha raggiunto i 77 euro/MWh e l’inflazione è risalita al 3,3%: la pressione sui costi sta già attraversando già l’intero sistema produttivo.

Visto dal nostro osservatorio, lo scenario ha una caratteristica particolare. Le imprese si trovano infatti esattamente nel mezzo: acquistano da produttori che devono sostenere maggiori costi e vendono a pubblici esercizi che, a loro volta, hanno margini limitati per trasferire gli aumenti sui prezzi finali. Ogni ulteriore incremento deve quindi trovare qualcuno disposto – o in grado – di assorbirlo: per questo crediamo che la Sugar Tax sia una questione che riguarda un alveo allargatissimo di stakeholder.

Se una nuova imposizione modifica il prezzo di acquisto, può incidere sulle condizioni praticate alla distribuzione, sui listini destinati all’Ho.Re.Ca. e, in ultima analisi, sulle scelte del consumatore: è necessario valutare ogni intervento fiscale guardando all’intera catena e agli effetti che può produrre sui diversi operatori.

Anche sul fronte della salute il mercato sta cambiando. Le aziende stanno investendo nella riformulazione delle ricette, nella riduzione degli zuccheri e nell’ampliamento dell’offerta. È una trasformazione che può essere accompagnata e accelerata favorendo innovazione e ricerca e rafforzando contemporaneamente prevenzione, educazione alimentare e trasparenza verso il consumatore. Ci pare una direzione intelligente e interessante: creare le condizioni perché industria, distribuzione e pubblici esercizi possano accompagnare l’evoluzione dei consumi senza aggiungere nuova pressione a una filiera già esposta all’aumento dei costi.

Crediamo che parlare di singola tassa sia riduttivo e fuorviante. Dobbiamo occuparci tutti insieme di studiare un metodo con cui accompagnare il cambiamento del mercato e dei consumi. Come Associazione sosteniamo innovazione, responsabilità delle imprese, cultura alimentare e confronto con le istituzioni, sempre salvaguardando competitività, crescita e lavoro lungo tutta la filiera del fuori casa.

Diventa protagonista anche tu del cambiamento, associati scrivendo a segreteria@agrodipab.com

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AGroDiPAB Ho.Re.Ca. torna on line con “IPSO FACTO. L’Italia si racconta”.

Tra i compiti che la nostra Associazione si è presa in carico di assolvere c’è anche quello di portare fuori dai luoghi abituali del settore ciò che accade dentro la filiera. 

Per farlo occorre dialogare con i media attraverso presenza (farsi vedere, primo impatto vincente), dialogo e contenuti: siamo felici di confermare che il nostro Presidente Giuseppe Arditi terrà per il terzo anno consecutivo la rubrica “Punto Ho.Re.Ca. – La filiera in diretta”, all’interno di “IPSO FACTO. L’Italia si racconta”. Il programma on line, condotto dalla giornalista professionista Francesca Ghezzani, torna con una novità importante: l’approdo sul circuito di Eurocomunicazione, agenzia di stampa e testata di approfondimento diretta dal giornalista Giovanni De Negri. Questo passaggio amplia la diffusione della trasmissione, mantenendone però intatta l’impostazione: raccontare il Paese attraverso persone, competenze ed esperienze provenienti da realtà differenti. Nelle varie puntate si susseguiranno esperti, professionisti e testimoni capaci di portare contenuti e punti di vista maturati nei rispettivi ambiti di attività. Un’impostazione nella quale trova una collocazione naturale anche il mondo della distribuzione Ho.Re.Ca., con le sue trasformazioni e con il patrimonio di esperienza di chi vi lavora ogni giorno.

La rubrica a cura di Giuseppe Arditi nasce per accorciare le distanze tra i vari stakeholder e dare voce a chi vive quotidianamente le sfide dell’ospitalità e della ristorazione, affrontando trend, competenze e soluzioni che arrivano direttamente dal campo. 

“La scelta di parlare di Filiera in diretta è a nostro parere forte e vincente. Il valore di questo spazio televisivo on line privilegiato – commenta Giuseppe Arditi – sta proprio nel confronto tra prospettive differenti, senza perdere il contatto con ciò che succede realmente nelle aziende. Esperienze che normalmente rimarrebbero circoscritte possono così diventare informazioni utili anche per altri professionisti, generare nuove connessioni e, in alcuni casi, suggerire soluzioni replicabili. Formare, informare, creare reti: avanti tutta anche in questa nuova edizione”. 

https://www.youtube.com/c/Eurocomunicazione

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Abbiamo un problema: il cliente finale 

Partiamo da tre numeri.

Secondo il Rapporto Coop 2026 pubblicato la scorsa settimana, il 62% degli italiani dichiara di aver ridotto la convivialità fuori casa. 

Tra chi l’ha ridotta, il 66% indica nelle difficoltà economiche una delle ragioni di questa scelta. 

E il 38% considera il cibo pronto del supermercato una valida alternativa al ristorante.

Un altro dato: dal 2019 le vendite alimentari destinate al consumo domestico sono cresciute del 5,6% a volume. Nei prossimi mesi il 21% delle famiglie pensa di aumentare la spesa alimentare domestica, mentre l’8% prevede di ridurla.

Il cibo, quindi, resta centrale. È la destinazione di una parte della spesa che sta cambiando.

Se diminuisce la frequenza del fuori casa, l’effetto percorre tutta la filiera: meno coperti significano minori rotazioni, ordini potenzialmente più piccoli e una maggiore incidenza dei costi logistici.

La tua organizzazione è ancora coerente con il mercato che hai davanti?

4 analisi/ottimizzazioni per comprenderlo

Misura il margine per servizio e non soltanto quello sul prodotto. Una referenza può essere redditizia e la sua consegna molto meno. Metti insieme valore dell’ordine, margine, chilometri percorsi, frequenza delle consegne, condizioni commerciali e tempi di pagamento. Devi sapere quanto ti rimane realmente dopo aver portato quell’ordine fino alla porta del cliente.

Lavora sulla densità logistica: guarda fatturato e margine per giro, valore medio per fermata, saturazione dei mezzi e chilometri percorsi. E fai simulazioni: quanto recupereresti aumentando del 10% il valore medio scaricato a ogni fermata? Quanto incidono i chilometri improduttivi? 

C’è poi il magazzino. Dividi l’assortimento per rotazione, marginalità e funzione strategica. Ogni referenza lenta assorbe spazio e capitale. 

Usa inoltre gli ordini come sistema di allerta. Una riduzione progressiva del valore medio, maggiore frammentazione, spostamento verso referenze più economiche, richieste di dilazione o pagamenti che rallentano possono anticipare una difficoltà del cliente. 

Trasforma gli ordini in intelligence di mercato. Costruisci un cruscotto mensile con poche variabili e confrontale nel tempo. Il dato Coop del 62% diventa davvero utile quando puoi chiederti: lo sto vedendo anche nei miei clienti? Dove? Con quale intensità?

Infine guarda a quel 38% di italiani che considera il pronto del supermercato una valida alternativa al ristorante.

È un dato strategico perché suggerisce che i confini tra i canali stanno diventando più permeabili. Gdo, delivery, ready-to-eat: tutti competiamo per la stessa occasione di consumo.

La domanda allora diventa: dobbiamo continuare a ragionare soltanto per canale o iniziare a ragionare anche per occasioni di consumo?

Colazione, pranzo veloce, aperitivo, cena e snack possono ormai essere soddisfatti in modi diversi. Capire dove si sposta il consumatore può orientare categorie, investimenti e nuovi mercati.

Se la tendenza a restare a casa per pranzi e cene continuasse per altri tre anni, cosa dovremmo cambiare oggi nella nostra azienda?

Riusciamo a prevederlo o dobbiamo aspettare che sia il magazzino a dircelo?

Forse è opportuno iniziare adesso a capire dove arriverà sul nostro conto economico.

Il mondo sta cambiando, noi dobbiamo governare il cambiamento insieme. Diventa socio anche tu, scrivi a segreteria@agrodipab.com

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Quanto ti costa consegnare una cassa al cliente? 

I nuovi dati ISTAT pubblicati ai primi di settembre segnalano un’accelerazione significativa dei prezzi dei servizi alle imprese. 

-Trasporto e magazzinaggio crescono del 7% in un anno.

-Trasporto merci su strada registra +3,4% nel secondo trimestre. 

Questa dinamica tocca uno degli elementi strutturali del nostro modello economico: portare ogni giorno prodotti e servizio fino alla porta del cliente.

Il dato acquista ancora più peso osservando la velocità del cambiamento. Nel primo trimestre la crescita annua dei prezzi di trasporto e magazzinaggio era pari al 2,2%. Nel secondo trimestre arriva al 7%. ISTAT parla infatti di una dinamica “in netta accelerazione”.

Il nostro settore ha costruito una parte importante della sua forza sulla capillarità (frequenza, precisione e flessibilità). Oggi questa caratteristica ci “pesa”, sempre di più.

Un ordine consegnato dentro un giro ad alta densità e un ordine dello stesso valore destinato a un cliente geograficamente isolato producono fatturati identici, mentre richiedono quantità differenti di chilometri, tempo, mezzo e organizzazione. Lo stesso accade con la frequenza. L’intera catena del valore sta subendo una pressione importante, occorre tenerne conto. 

Il tutto emerge in una fase economica nella quale i prezzi dei servizi B2B stanno accelerando nel loro complesso: +4,3% su base annua nel secondo trimestre, dal +2,7% del trimestre precedente. 

Da una parte una componente fondamentale del servizio sta acquisendo un peso crescente; dall’altra mercato e clienti chiedono efficienza, tempestività e qualità.

Il +3,4% del trasporto merci su strada è la variabile inaspettata che da adesso in poi entra a gamba tesa nella definizione della qualità del fatturato. A parità di fatturato, aumenta il costo necessario per servire il cliente e si riduce la redditività della consegna. Più il costo logistico cresce, più margine assorbe. È un dato macroeconomico che arriva dritto sul tuo conto economico.

La forza della distribuzione italiana resta la capacità di essere vicina al cliente, conoscerlo, raggiungerlo e accompagnarne l’attività; parliamo di un patrimonio costruito sul territorio in anni di lavoro che di sicuro non possiamo abbandonare, essendo parte del nostroDna.

I dati appena pubblicati aggiungono un elemento importante a questa fotografia: quella vicinanza ha un valore enorme e, contemporaneamente, un costo sempre più significativo.

Due idee veloci per cercare di superare l’impasse: 

-Aumentare la densità dei giri: più valore consegnato per chilometro significa maggiore capacità di assorbire l’aumento dei costi logistici. Ma è fattibile?

-Lavorare sul valore medio della consegna: concentrare più fatturato e margine in ogni fermata migliora la redditività del servizio. Ma è fattibile?

Ragionare in solitudine su queste problematiche può essere molto complesso: entra nel nostro network, siamo qui per questo, diventa socio di AGroDiPAB Ho.Re.Ca. scrivi a segreteria@agrodipab.com  

Fonte: ISTAT, “Prezzi alla produzione dei servizi – II trimestre 2026”, 2 settembre 2026.

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Cabina di Regia sui controlli agroalimentari: i numeri che ci interessano 

La Cabina di Regia sui controlli agroalimentari è l’organismo istituito presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) per coordinare l’attività di tutti gli enti che svolgono controlli lungo la filiera agroalimentare.

La sua funzione è semplice ma strategica: evitare che ogni amministrazione operi in modo isolato e costruire un sistema nel quale informazioni, banche dati e attività ispettive vengano condivise.

Ne fanno parte, tra gli altri, ICQRF, Carabinieri (CUFAA e NAS), Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, AGEA (Agecontrol) e Polizia di Stato.

Con la Legge sulla Tutela Agroalimentare, approvata il 15 aprile 2026, la Cabina di Regia è diventata una struttura permanente, con il compito di pianificare i controlli sulla base dell’analisi del rischio, migliorare la tracciabilità dei prodotti agroalimentari, rafforzare il contrasto alle frodi e ridurre le duplicazioni ispettive a carico delle imprese.

Come dichiarato dal Ministro Francesco Lollobrigida, l’obiettivo è concentrare le risorse sui fenomeni realmente critici, evitando che gli imprenditori che operano correttamente siano sottoposti a verifiche ripetitive da parte di amministrazioni diverse.

Perché è un cambiamento importante anche per la distribuzione Ho.Re.Ca.?

I dati diffusi dal MASAF mostrano che tra il 2021 e il 2025 i controlli sono aumentati del 25,7%, passando da 251.659 a 315.308. Parallelamente, i controlli congiunti – quelli realizzati da almeno due enti contemporaneamente – sono cresciuti del 93%, passando da 1.127 nel 2023 a 2.174 nel 2025. 

In altre parole, tre vantaggi per noi:

Il primo è la riduzione delle sovrapposizioni. Attraverso il RUCI (Registro Unico dei Controlli Ispettivi) gli enti verificano le attività già svolte, evitando che la stessa impresa venga controllata ripetutamente per gli stessi aspetti. Nel 2025 sono stati registrati oltre 30.000 controlli nel sistema, mentre gli accessi al Registro hanno superato quota 60.000, segno di un utilizzo ormai consolidato.

Il secondo riguarda una maggiore tutela della concorrenza leale. L’analisi preventiva dei dati rende più efficace l’individuazione delle situazioni a rischio. Non a caso, nel 2025 il CUFAA ha rilevato irregolarità in oltre il 50% delle attività controllate, contro circa un terzo nel 2021. L’aumento non indica una crescita delle frodi, ma una migliore capacità di indirizzare i controlli verso gli operatori più esposti.

Il terzo vantaggio interessa direttamente tutta la filiera Ho.Re.Ca.: il Piano Operativo dei Controlli 2026 rafforza le verifiche sui prodotti importati attraverso controlli mirati nei porti e nei valichi di confine, con particolare attenzione alla tracciabilità, alla sicurezza alimentare, ai residui di pesticidi, al benessere animale e al rispetto del principio di reciprocità negli scambi internazionali.

Tutti noi imprenditori della distribuzione, unitamente ai clienti, possiamo finalmente contare su un sistema di vigilanza orientato non solo a reprimere le frodi, ma anche a rafforzare la qualità e l’affidabilità dell’intera filiera.

Fonte: Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), Prima riunione della Cabina di Regia sui prodotti agroalimentari e presentazione del Piano Operativo dei Controlli 2026.

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Incarico istituzionale per la nostra Associazione

Con immenso orgoglio comunichiamo che nei giorni scorsi AGroDiPAB HO.RE.CA. ha assunto ufficialmente il coordinamento diretto del nuovo tavolo “Filiera HoReCa” presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Non siamo stati semplicemente invitati ad ascoltare: siamo noi a guidare il confronto.
𝐋𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐢 “𝐈𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐈𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞” 𝐞 “𝐃𝐃𝐓 𝐄𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐨𝐧𝐢𝐜𝐨” 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐚𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐚𝐠𝐦𝐚𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐞.
Lavoreremo su tre priorità operative immediate:
𝐑𝐢𝐬𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐔𝐦𝐚𝐧𝐞: competenze e nuove regole per gestire il lavoro in modo sostenibile.
𝐄𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐋𝐨𝐠𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐚: protezione e ottimizzazione dell’ultimo miglio.
𝐒𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐅𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐞: strumenti concreti per la tutela del credito delle PMI.
Questa è una svolta storica che legittima il valore strategico di chi distribuisce e valorizza l’eccellenza del Made in Italy.
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Il packaging e la lezione che arriva dall’Europa

Quanto vale una scatola?

La risposta più immediata sarebbe: poco, in fondo il valore sta nel prodotto che contiene. Nel vino, nel caffè, nella pasta, nelle conserve, nelle bevande. L’imballaggio sembra quasi un elemento secondario, qualcosa che accompagna la merce dal produttore al cliente.

Come mai allora l’Europa sta costruendo una normativa che parte da una convinzione opposta? Che, cioè, il packaging sia parte del prodotto stesso?

Questa filosofia sta dietro al nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), che entrerà in applicazione il 12 agosto 2026 e che coinvolgerà direttamente produttori, distributori, logistica e operatori del mondo Ho.Re.Ca.

Secondo la Commissione Europea, ogni cittadino dell’Unione genera oggi circa 178 chilogrammi di rifiuti da imballaggio all’anno. Senza interventi correttivi, questa quantità potrebbe crescere del 19% entro il 2030, mentre i rifiuti di plastica aumenterebbero del 46%.

Numeri che spiegano perché Bruxelles abbia deciso di intervenire in modo così deciso.

Un cambiamento epocale

Per molti anni la competitività si è misurata soprattutto attraverso il costo delle materie prime, l’efficienza della produzione e la forza commerciale. Oggi si aggiunge una nuova variabile: la capacità di utilizzare le risorse in modo intelligente lungo tutta la filiera.

L’imballaggio diventa così un indicatore di efficienza, influenza i costi logistici, determina la facilità di recupero dei materiali. Condiziona la conformità normativa. Contribuisce alla reputazione aziendale. È una trasformazione culturale prima ancora che tecnica.

Per anni il packaging è stato progettato per proteggere il prodotto, ora deve anche dimostrare di poter avere una seconda vita, deve essere riciclabile, deve ridurre gli sprechi. Deve dialogare con un sistema economico che punta sempre più alla circolarità.

Una rivoluzione che passa anche dai nostri magazzini

Quante delle attività quotidiane considerate normali oggi saranno ancora tali tra cinque anni?

Quanti processi logistici verranno ripensati?

Quante scelte di acquisto verranno influenzate dalla composizione degli imballaggi?

La storia dell’impresa è piena di innovazioni nate da elementi apparentemente marginali. Pensiamo al codice a barre, o al pallet, tecnologie o strumenti che inizialmente sembravano dettagli operativi e che hanno finito per rivoluzionare interi mercati.

Forse il packaging si trova oggi nella stessa posizione.

Noi non possiamo stare alla finestra a guardare, dobbiamo essere pronti a innovare le nostre aziende in maniera virtuosa, per l’ambiente e per il mercato.

Sostieni anche tu il lavoro quotidiano dell’Associazione, diventa socio, scrivi a segreteria@agrodipab.com

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