Export Food a +3,7%: i distretti trainano l’Italia e rafforzano il valore della filiera
Il sistema agroalimentare italiano conferma ancora una volta la propria solidità e capacità di adattamento ai cambiamenti dei mercati internazionali. I dati emersi dall’ultimo Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo, pubblicati su Il Sole 24 Ore, mostrano come il comparto food abbia registrato una crescita del +3,7% nel terzo trimestre 2025, in un contesto in cui altri settori manifatturieri evidenziano segnali di rallentamento.
Un risultato che testimonia la forza strutturale dei distretti produttivi italiani, fondati su competenze, tradizione, qualità delle materie prime e capacità di innovazione. Il “saper fare” dei territori continua a rappresentare uno dei pilastri del Made in Italy, capace di generare valore economico, occupazione e reputazione sui mercati globali.
Nonostante la contrazione del mercato statunitense, che segna un -18,2%, il comparto alimentare si conferma il più performante a livello nazionale. La crescita dell’export è sostenuta soprattutto dalle ottime performance registrate in Polonia, Spagna ed Emirati Arabi, con segnali incoraggianti anche da India e Giappone, mercati caratterizzati da un crescente interesse verso i prodotti italiani di qualità.
Il valore dei distretti si esprime attraverso eccellenze territoriali che continuano a distinguersi per identità e specializzazione. Tra i comparti più dinamici emergono i dolci di Alba e Cuneo, il caffè e il cioccolato torinese, il lattiero-caseario lombardo e i salumi del modenese. Produzioni che raccontano una filiera capace di coniugare radici locali e vocazione internazionale, tradizione e innovazione, artigianalità e competitività.
Questi risultati confermano come i distretti agroalimentari non rappresentino soltanto un modello produttivo efficace, ma anche un elemento strategico per il posizionamento dell’Italia nel panorama globale del food & beverage.
In questo scenario di crescita dell’export e di consolidamento delle eccellenze produttive, emerge una riflessione centrale per l’intera filiera: quanto valore potrebbe essere ulteriormente generato attraverso una maggiore integrazione tra i distretti produttivi e gli altri attori del sistema HoReCa e turistico?
La capacità di allineare le produzioni locali alle nuove abitudini di consumo, ai canali di distribuzione e ai modelli di fruizione del “fuori casa” rappresenta oggi una leva strategica per rafforzare la competitività delle imprese italiane. Garantire che il valore creato nei territori arrivi intatto al cliente finale significa tutelare la qualità, l’identità e la reputazione dei prodotti, sia sul mercato interno sia su quello internazionale.
Proprio in questa direzione si inserisce il lavoro portato avanti da AGroDiPAB HoReCa, che promuove una visione di filiera integrata, capace di mettere in relazione produzione, distribuzione, somministrazione e turismo. La richiesta di costituzione del Tavolo di Filiera Horeca risponde all’esigenza di creare uno spazio stabile di confronto tra imprese, istituzioni e rappresentanze, con l’obiettivo di:
-coordinare le eccellenze dei distretti con le reali dinamiche di consumo del fuori casa;
-valorizzare il prodotto finale, tutelando qualità, autenticità e corretto posizionamento nei canali della distribuzione e della somministrazione;
-supportare l’accesso a nuovi mercati, favorendo la diversificazione degli sbocchi commerciali oltre quelli tradizionali.
La continuità e la crescita delle imprese della filiera agroalimentare e HoReCa richiedono scelte strutturali, politiche coerenti e una rappresentanza unitaria capace di dialogare in modo efficace con le istituzioni. Gli interventi episodici o i semplici rinvii normativi non bastano a garantire stabilità, competitività e sviluppo nel medio-lungo periodo.
Il successo dei distretti alimentari italiani rappresenta un patrimonio collettivo, che riguarda produttori, distributori, operatori della ristorazione, del turismo e dell’ospitalità. Trasformare questi risultati in una strategia condivisa significa rafforzare l’intera filiera e costruire un modello di crescita sostenibile, capace di valorizzare i territori e le imprese che ogni giorno contribuiscono alla reputazione del Made in Italy.
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