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Attacchi hacker alla catena del freddo: alzare subito la guardia

Gli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati italiani accendono i riflettori su una vulnerabilità che riguarda l’intera filiera alimentare. Per tutti gli operatori – distributori food & beverage compresi – la cybersicurezza diventa una questione di continuità operativa, tutela delle merci e affidabilità delle forniture.

Un frigorifero che improvvisamente raggiunge i 40 gradi, senza un guasto meccanico e senza un’interruzione dell’energia elettrica: è accaduto nei giorni scorsi in un supermercato abruzzese, quando un attacco informatico ha alterato da remoto i parametri di funzionamento degli impianti di refrigerazione. Non si tratta purtroppo di un episodio isolato: anomalie riconducibili ad attacchi informatici sono state segnalate anche in altri punti vendita italiani, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha richiamato l’attenzione degli operatori della filiera alimentare.

La vicenda, uscita in un’ANSA del 3 novembre, ha portato il Governo a convocare un vertice con i responsabili dell’intelligence e della cybersicurezza. Palazzo Chigi ha precisato che l’impatto degli attacchi in Italia è risultato limitato e che non sono emersi rischi per la salute dei cittadini. Resta però un segnale che il settore della distribuzione non può sottovalutare.

La catena del freddo è oggi anche un’infrastruttura digitale. Celle frigorifere, magazzini refrigerati e impianti industriali utilizzano sistemi di controllo e teleassistenza che permettono di monitorare temperature, consumi e funzionamento delle apparecchiature. Tecnologie indispensabili per l’efficienza delle imprese, ma che possono diventare punti di vulnerabilità quando non sono adeguatamente protette.

Per tutti gli imprenditori della distribuzione Ho.Re.Ca. le possibili conseguenze sono particolarmente rilevanti. Un’alterazione delle temperature in un magazzino potrebbe compromettere quantità importanti di prodotti freschi e surgelati, imporre il blocco delle spedizioni, generare perdite economiche e interrompere le forniture destinate a ristoranti, alberghi, bar e mense. Al danno diretto sulle merci si aggiungerebbero i costi di gestione dell’emergenza, le difficoltà logistiche e le ripercussioni sui rapporti commerciali.

È una questione di sicurezza alimentare e di continuità del servizio, che coinvolge anche le responsabilità dell’impresa nella conservazione e nella tracciabilità dei prodotti.

L’ACN ha raccomandato agli operatori di verificare la sicurezza degli accessi remoti, proteggere i sistemi di controllo industriale, aggiornare i dispositivi e separare le reti informatiche aziendali da quelle utilizzate per la gestione degli impianti. Indicazioni che richiedono attenzione anche da parte dei grossisti, soprattutto quando la manutenzione e il monitoraggio delle apparecchiature sono affidati a fornitori esterni.

Per le piccole e medie imprese della distribuzione, tuttavia, affrontare questi rischi significa 

Una nuova dimensione di ALERT

Un attacco informatico può compromettere in poche ore il lavoro di un’intera organizzazione distributiva e produrre conseguenze lungo tutta la catena di approvvigionamento.

La tutela della filiera Ho.Re.Ca. passa anche dalla capacità di prevenire queste nuove vulnerabilità. Un tema sul quale come AGroDiPAB Ho.Re.Ca. pensiamo sia assolutamente necessario sviluppare – con celerità – consapevolezza, competenze e strumenti condivisi, riconoscendo il ruolo strategico delle imprese che ogni giorno garantiscono la disponibilità e la sicurezza dei prodotti alimentari destinati al fuori casa.

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Author: Redazione AGroDiPAB